Rientro a scuola, la proposta dei presidi pugliesi: “Bus extraurbani dedicati solo agli studenti”

Si avvicina la data del 20 settembre e le discussioni politiche sono quasi tutte polarizzare attorno al tema del rientro a scuola, al 100%, in sicurezza. L’obiettivo, dichiarato, è far sì che l’emergenza Covid non costringa il sistema scolastico a dover fare ancora una volta ricorso alla didattica a distanza per svolgere le attività curricolari.

E se, da una parte, sul tavolo delle trattative c’è l’obbligo vaccinale per docenti, personale e studenti, dall’altra torna il problema del trasporto pubblico e la “chimera” degli orari differenziati per ingressi e uscite.

Al momento, però, sui mezzi pubblici della Regione Puglia vige la limitazione dell’80% della capienza; una restrizione che, di qui al 20 settembre, non permetterebbe di gestire il trasporto scolastico a pieno servizio.

A ricostruire la vicenda è l’Associazione nazionale presidi della Puglia, che in una nota del presidente Roberto Romito ricorda “La necessità di un potenziamento del sistema di trasporto degli alunni, in particolare di quella parte dedicata al trasporto extraurbano su gomma (bus). Tale potenziamento, per tutto il sistema di trasporto pubblico locale e non solo per la parte dedicata al movimento degli studenti, era stato già previsto dalla Regione Puglia e per esso era stato stanziato un importo di 3.300.000 euro (delibera giunta regionale n. 2183/2020) che ci risulta sia stato speso solo in misura ridotta a causa del permanere della nostra regione in zona rossa o arancione (cosa che ha determinato una notevole riduzione della mobilità dei cittadini). A ciò si è aggiunta la mancata frequenza scolastica di grandissima parte degli studenti delle superiori nel primo semestre del 2021 fino al termine delle lezioni, dovuta al largo ricorso alla didattica a distanza imposto dalle ordinanze regionali susseguitesi da novembre fino a maggio/giugno del 2021”.

La proposta dei presidi pugliesi fa leva sulla “Necessità di potenziamento, per quanto riguarda il trasporto degli studenti”, e punta alla “Istituzione e all’attivazione a partire dall’inizio delle lezioni a settembre prossimo di piani di trasporto extraurbano con corse dedicate esclusivamente agli studenti ‘pendolari’, finanziate con i contributi di cui sopra già stanziati e non ancora spesi e impiegando mezzi di trasporto aggiuntivi (bus turistici noleggiati presso le aziende che operano in questo settore e che in questo momento sono in gran parte inattivi). Quindi con corse specifiche e separate rispetto a quelle già utilizzate per il trasporto pubblico locale che, lo ricordiamo, serve un’utenza molto più ampia di passeggeri”.

La proposta, sottolinea Romito, “Avrebbe poi anche altri vantaggi soprattutto sul piano della sicurezza e della possibilità di implementare la sorveglianza sanitaria (a bordo ci sarebbero esclusivamente studenti delle scuole), nonché la possibilità di evitare il doppio orario di ingresso negli istituti scolastici ipotizzato nello scorso inverno, sul quale avevamo a suo tempo espresso – a nome dei dirigenti scolastici pugliesi – forti critiche per l’impatto negativo che esso ha sull’organizzazione scolastica e sulla vita quotidiana degli studenti e delle loro famiglie”.

Romito conclude: “Lo strumento attuativo per l’implementazione della proposta c’è già, ed è costituito dalla stessa deliberazione che abbiamo citato, modificata dalla Regione stessa circa un mese dopo la sua entrata in vigore. Tale modifica prevede che il servizio di trasporto possa essere gestito, da parte delle aziende concessionarie, anche mediante ‘subaffidamento a terzi, e/o mediante nolo a caldo, secondo le procedure previste dalla normativa vigente’ (Deliberazione Giunta Regionale n. 82 del 19.01.2021)”.

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