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Triggiano: radici pericolose al parco Diritti del bambino, il Comune in cerca di una soluzione

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Marciapiedi inagibili e asfalto dissestato a causa delle radici dei pini: è questa la situazione che i tecnici del Comune di Triggiano sono chiamati a risolvere all’esterno del parco Diritti del bambino, dove la pubblica incolumità è ormai a rischio. La soluzione potrebbe sembrare scontata, ma non lo è affatto in un periodo storico come il nostro, in cui non possiamo più permetterci il “lusso” di abbattere alberi con tanta leggerezza. Bisogna essere pronti, piuttosto, a ripensare gli spazi pubblici delle città per assicurare la migliore convivenza possibile con la natura, secondo la stessa filosofia che ha ispirato il progetto di restyling di via Caldarola a Bari.

Il parchetto triggianese, ubicato ad angolo tra via Antenore e via Dante, è stato realizzato nei primi anni 2000 in una piccola pineta. Si tratta di un luogo molto frequentato dalle famiglie con bambini, che fruiscono delle giostrine presenti, ma si riempie anche di sera per la vicinanza di una rinomata pizzeria.
L’attuale amministrazione comunale, guidata dal sindaco Antonio Donatelli, l’ha già migliorato negli anni scorsi installando tavoli da picnic e un nuovo impianto di illuminazione a led. A breve arriveranno persino tavoli dotati di scacchiere, una fontana e un murales realizzato da artisti volontari sul tema della “gentilezza”.

L’annosa questione dei pini, con le loro radici particolarmente espansive, resta però irrisolta e ha assunto oggi proporzioni preoccupanti. Al di fuori della recinzione del parco, gli alberi hanno infatti distrutto i marciapiedi sollevando mattonelle e cordoli. I dislivelli sono notevoli e chiunque rischia di inciampare con serie conseguenze, specie i tanti anziani che accompagnano i nipotini a trascorrere momenti di gioco all’aria aperta. Immaginate poi quanto sia pericoloso – se non addirittura impossibile – il transito per i cittadini a mobilità ridotta, che necessitano di superfici piane e di ausili per la deambulazione.
La proliferazione delle radici, naturalmente, ha intaccato anche la carreggiata: nel tratto terminale di via Antenore l’asfalto è sollevato in più punti, mettendo a dura prova gli ammortizzatori delle auto ma soprattutto costituendo una minaccia per ciclisti e motociclisti. L’inconveniente si è ripresentato dopo tutti gli interventi di messa in sicurezza finora attuati.

La buona notizia è che l’Ufficio tecnico comunale ha inquadrato il problema ed è al lavoro per individuare la soluzione più idonea, coniugando le esigenze dei cittadini con la preservazione del patrimonio arboreo.
«Quella di piantumare i pini in diverse zone del paese è una scelta che risale ad alcuni decenni fa e che oggi si sta rivelando sbagliata, in virtù dei danni provocati dalle radici. – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Verio Triggiani – Su viale Aldo Moro, all’altezza dell’ospedale, la nostra amministrazione è già intervenuta sostituendo quasi tutti i pini con altrettanti lecci, le cui radici al contrario si sviluppano più in profondità. Tuttavia, abbiamo potuto rimuovere gli esemplari in questione solo perché erano già morti oppure eccessivamente inclinati, con il rischio di cadere sulla carreggiata, previa valutazione di un agronomo. Anche per il parco Diritti del bambino, prima di prendere qualsiasi decisione, stiamo verificando l’effettivo stato di salute degli alberi al fine di operare la scelta più responsabile».
Nel caso in cui i pini all’esterno del parco si presentassero in buone condizioni, non vi sarebbero dunque i presupposti per rimpiazzarli con altre essenze e bisognerebbe studiare un intervento conservativo, senza trascurare la sicurezza dei cittadini.

Una soluzione efficace, quanto suggestiva, potrebbe essere quella di chiudere l’ultima parte via Antenore, smantellare l’asfalto e i marciapiedi danneggiati (a patto di non pregiudicare la stabilità degli alberi) e lasciare così che le radici si sviluppino nel terreno. In questo modo, oltre alla superficie cementificata del parco, si avrebbe finalmente anche uno spazio lasciato “al naturale”.
Per consentire il transito ai pedoni, si potrebbero realizzare delle passerelle in legno o persino eliminare la recinzione del parco, così da abolire la chiusura notturna. Quanto alla viabilità, invece, il traffico da via Antenore potrebbe essere deviato sulla traversa via Masaccio e da lì raggiungere via Dante.

Qualunque intervento dovesse essere attuato, l’auspicio è che si faccia tutto il possibile per salvaguardare e potenziare la dotazione verde del paese. L’importanza degli alberi nell’ecosistema urbano è un tema che abbiamo già affrontato con i volontari del gruppo “Vieni con me” e merita un ruolo centrale nella progettazione dei lavori pubblici.

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