Calano gli incidenti, ma al Barese spetta la maglia nera

Gli incidenti stradali sono diminuiti nel 2020 in tutta la Puglia, nell’area metropolitana di Bari però il numero più alto di morti e feriti. Il dato positivo non deve però invitare ad abbassare la guardia. L’attenzione, alla guida di qualunque veicolo, deve sempre essere alta. Il dato in calo del 24,9% (rispetto al 2019) per quelli sulle strade, vede diminuire pure il numero degli incidenti mortali del 20,3%, con -22,7% del numero di deceduti e -29,4% per il numero di feriti, in tutta la nostra regione, è strettamente legato alle restrizioni per i lockdown per la pandemia da covid-19 che ha fatto registrare ripercussioni sia sulla mobilità sostenibile che sulla incidentalità stradale. Il maggior numero di incidenti ha visto coinvolte auto e moto, e persone di età compresa tra i 45 e i 60 anni. E’ quanto emerge dal rapporto dell’Asset (l’Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio) Puglia che ha pubblicato i dati regionali e per provincia.

L’imposizione dei blocchi alla circolazione con l’istituzione delle zone rosse, da marzo a maggio 2020 prima e da ottobre a dicembre dello stesso anno poi, e l’introduzione dei veicoli di micro-mobilità (tra cui i monopattini e le biciclette elettriche) ha fatto diminuire il numero dei sinistri come non mai. La Puglia ha registrato in totale 7.265 sinistri stradali con danni a persone – di questi 160 con vittime (119 conducenti, 28 trasportati e 13 pedoni) e 11.408 con feriti. Più della metà degli incidenti sono stati registrati nei mesi di libera circolazione (ovvero a gennaio, febbraio, luglio, agosto e settembre). Rispetto allo stesso periodo del 2019 si è registrato un incremento del numero dei sinistri pari all’1,3% ma una riduzione nel numero di morti pari all’8,7% e dei feriti pari all’1,6%. Nei mesi di restrizione Covid l’incidentalità è calata di oltre la metà (-53,4%), più di un terzo della mortalità (-36,4%) ed oltre il 60% dei feriti del 61%. Mentre nei mesi di parziale restrizione per il Covid (giugno e ottobre) seppure sempre in decremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, l’incidentalità è salita di oltre la metà rispetto ai mesi del lockdown per cui si è avuto un -22,2% di sinistri, di cui mortali -28,9% e con feriti -24,4%.

La maglia nera della mortalità, sebbene sempre in negativo rispetto al precedente anno, spetta all’area metropolitana di Bari con 2.578 sinistri totali (più della metà si sono verificati nei mesi di libera circolazione), dei quali 46 con decessi. A fronte dei 3.486 incidenti nell’anno precedente, con 59 morti, si è avuto un -26% di incidenti totali, un -22% di morti e –30,1% di feriti. Nel periodo di “Libera circolazione” nel territorio metropolitano, così come nelle province di Taranto e Lecce, si è registrato un incremento degli incidenti, mentre nelle altre tre province pugliesi si è avuto un decremento.

Dai dati rilevati dall’Asset emerge pure che la maggior parte dei sinistri è stata registrata all’interno dei centri abitati (69,7%), il 29,6% fuori dall’abitato, dove però si è avuto il maggior numero di vittime (con il 71,2%) e meno dell’1% – lo 0,7% per essere precisi – in autostrada. Le strade più pericolose si sono dimostrate quelle provinciali dove si sono verificati il 18,3% dei sinistri che hanno provocato il 35,6% dei morti. Sulle strade statali si sono avuti il maggior numero di morti. Nella zona di Bari gli incidenti sulle strade statali ha avuto un incremento pari a +11,6% per un totale di 135 incidenti (con 3 decessi). In particolare la s.s. 16 (nel tratto da Molfetta a Monopoli) è stata teatro di 88 incidenti (di cui 3 mortali), la ss 172 (da Gioia ad Alberobello) che ha registrato 16 sinistri e 22 feriti e la s.s. 100 (verso Gioia del Colle) dove sono stati rilevati 15 sinistri e 34 feriti. Pericolose sono risultate, sempre nel barese, le strade provinciali con 252 incidenti (di cui 11 con morti), tra queste le più pericolose risultano la sp 238 (che collega Altamura con Trani), la sp 240 (Altamura-Laterza), sp 237 (Monopoli-Noci) e la sp 151 (Ruvo-Altamura).

A livello regionale il 54,4% dei casi l’incidente mortale si è verificato tra due o più veicoli, nel 36,6% dei casi si è registrato l’incidente a veicolo isolato e nel 9% dei casi si è trattato di investimento di pedone. Tra i deceduti il 54,1% dei conducenti era alla guida di autovettura, il 23,8% alla guida di un motociclo, il 7,4% alla guida di bicicletta, il 3,3% alla guida di autocarro/autoarticolato, il 2,5% alla guida di un ciclomotore e l’1,8% alla guida di una bicicletta elettrica.

Tra le presunte cause degli incidenti stradali mortali sulle strade extraurbane ci sono stati: il mancato rispetto dei limiti di velocità o l’eccesso di velocità, la distrazione alla guida ed il mancato rispetto della distanza di sicurezza; nei centri abitati, invece, il mancato rispetto della precedenza, del segnale di stop o della segnaletica semaforica, assieme a distrazione ed eccesso di velocità.

Ridurre il numero delle vittime e mettere in sicurezza le strade pugliesi – dichiara l’assessore Anita Maurodinoia – rientrano tra le priorità che la Regione Puglia si è prefissata dotandosi di un Centro Regionale di Monitoraggio per la Sicurezza Stradale. Lo studio dell’incidentalità dell’Asset rappresenta un utile contributo per migliorare la qualità delle strade, ma soprattutto per sviluppare la mobilità sostenibile ed implementare il trasporto pubblico. Questi temi sono particolarmente attuali in quanto la Regione Puglia ha in corso l’aggiornamento del Piano attuativo dei Trasporti”.

La Regione a riguardo non mollerà la sua attenzione tant’è, come ricorda Elio Sannicandro, direttore di Asset: “Le direttive del Governo e della Regione Puglia prevedono di ridurre del 50% il numero di incidenti e delle vittime della strada entro il 2030. Mentre entro il 2050, secondo le direttive europee, l’obiettivo prevede di impedire del tutto la mortalità. Obiettivi importanti a cui Asset contribuisce con diverse iniziative a supporto del dipartimento regionale dei Trasporti per migliorare la qualità delle infrastrutture e ridurre i punti di criticità, implementare il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile, promuovere campagne nelle scuole per sensibilizzare i giovani sui temi della sicurezza stradale e favorire l’adozione di comportamenti corretti alla guida di qualsiasi mezzo di trasporto”.

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