Green pass, Confesercenti Bari chiede chiarimenti: “Sanzioni elevate e problemi di privacy”

Confesercenti Bari prende posizione, alla vigilia dell’entrata in vigore del Green pass, che permetterà dal 6 agosto solo ai possessori di questo documento, che comprova di aver effettuato almeno la prima dose di vaccino anti-Covid, di consumare al tavolo in locali al chiuso e di accedere a molti eventi e spettacoli (qui le previsioni nel dettaglio), e chiede che non venga addebitata alcuna responsabilità agli esercenti, nel caso il cliente presenti documentazione falsa.

La presidente dell’organizzazione di categoria, l’Avv. Raffaella Altamura, sul sito ufficiale dell’associazione, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “L’introduzione dell’obbligo del Green Pass per il consumo al tavolo al chiuso in ristoranti e bar, come anche per le altre attività inserite nel DL che entrerà in vigore dal 6 Agosto, è sicuramente un importante segnale in un momento che risulta essere critico e più che mai decisivo per il nostro paese. Ciò premesso, deve essere chiaro e imprescindibile che i gestori di queste attività, già vessati dalle numerose regole e adempimenti da seguire, siano tenuti esclusivamente ad informare ed eventualmente visionare tale documentazione, non avendo comunque nessuna responsabilità sull’accertamento della veridicità di quanto mostrato. Tale responsabilità non può che rimanere in capo al cliente. In questo momento abbiamo bisogno di un grande sforzo da parte di tutti e di certo non possiamo permetterci ulteriori restrizioni.”

Ma la Dott.ssa Altamura non si è limitata a queste parole. Ha, infatti, preso carta e penna e vergato una lettera, indirizzata al prefetto del capoluogo pugliese Antonia Bellomo, per chiedere ulteriori chiarimenti sulla normativa in vigore da domani. A preoccupare il legale, le sanzioni previste a carico dei locali, dai 400 ai mille euro per ogni violazione, ed a partire dalla terza verificatasi in tre giornate diverse, la chiusura dell’esercizio da uno a dieci giorni: “Prevedendo una sanzione così importante anche per i gestori delle attività coinvolte, gli stessi non potranno che sentirsi in obbligo non solo a chiedere ai clienti, come previsto, di mostrare il green pass e verificarlo tramite apposita App “VerificaC19”, ma anche ad identificarli mediante documento d’identità, per comprovarne la legittima appartenenza e sollevarsi, dunque, da possibili sanzioni. Questa procedura, oltre a prevedere l’impiego di un addetto dedicato esclusivamente a questo tipo di attività, espone l’incaricato al controllo a responsabilità sicuramente non previste dalla sua mansione.”

C’è, insomma, un evidente problema di privacy, per il quale sarebbe forse necessario prevedere le opportune modificazioni: “Chiediamo al Prefetto – scrive Altamura – di tenere in debito conto i predetti rilievi ed avviare ogni iniziativa, sia nei confronti degli organi che saranno chiamati a verificare l’adempimento delle predette norme e sia nei confronti del Ministero dell’Interno, al fine di chiarire il quadro normativo e stimolare opportune modifiche.”

Promo