A tu per tu con… Grazia Coppolecchia, cantante, regista, autrice di testi , docente.

A margine di uno splendido spettacolo abbiamo incontrato Grazia Coppolecchia, cantante, regista, autrice di testi, docente con cui abbiamo fatto quattro chiacchiere.

-Cosa ha significato per te tornare sul palco dopo il lungo lockdown con uno spettacolo che si intitola Mi ha scelto l’arte?
E’ stata una emozione fortissima. Soprattutto quella di rivedere il pubblico e sentire il fragorio degli applausi. E’ quello che ci è mancato di più come artisti. Anche se in tutti i modi si è cercato durante il lockdown di non far mancare al pubblico la nostra presenza. Il solo fatto di non poterli guardare negli occhi, di non potersi scambiare emozioni vive e vere, è stata una grande privazione per entrambe le parti.
Il testo Mi ha scelto l’arte ha avuto una lunga gestazione interiore: sentivo quello che ho scritto nella mia mente e nel mio cuore e ogni giorno quasi allontanavo queste riflessioni. Poi, una notte, le ho messe su carta. Di Getto. Ed è nato Mi ha scelto l’arte
-E’ un testo riflessivo ma anche di speranza. Cosa racconta?
E’ la storia degli artisti. Di tutti gli artisti: musicisti, attori, pittori, danzatori, scultori. Ripercorre la storia di ciascuno di noi: la vocazione, la ribellione, i sacrifici, le rinunce, le grandi soddisfazioni , i sorrisi e poi…il nulla. Tanti artisti dal 5 marzo 2020 hanno combattuto per tenere vivo il sacro fuoco dell’arte, ma alla fine sono stati lasciati soli. Sono diventati quasi fantasmi agli occhi della società e molti, purtroppo, hanno dovuto decidere di cambiare lavoro e trovare qualcosa di più “ necessario”…
Come se l’arte non fosse necessaria?
Esatto!. E’ questa la terribile idea che circola. L’Arte non è necessaria perché non da da mangiare…..ed è esattamente il contrario: Firenze vive di turismo grazie ai capolavori di Michelangelo e Donatello, Roma è caput mundi non a caso, la Scala è uno dei teatri più importanti e prestigiosi al mondo… Dietro un museo, un teatro, un cinema, vivono milioni di famiglie.

I ragazzi che hanno interpretato il lavoro Mi ha scelto l’arte sono allievi della Camerata delle Arti di Matera diretta dal M. Francesco Zingariello. Come mai questa collaborazione “extraregione”?
La collaborazione col Maestro Zingariello è cominciata già diversi anni fa, poi il mio percorso mi ha portata a stare fuori molto tempo. Durante il lockdown c’è stato un sostegno e una compattezza tra artisti di tutta Italia che poche volte ho visto nella mia vita. Abbiamo tutti cercato di darci una mano, di mantenere viva la fiamma dell’arte e così ho messo a disposizione dei ragazzi il mio testo. Loro lo hanno arricchito con arie d’opera e ne è uscito fuori un lavoro direi pregevole. Poi io sono dell’idea di allargare sempre le nostre orizzonti. Tutti imparano da tutti. I ragazzi soprattutto hanno la necessità di conoscere nuove culture, girare nuovi paesi, scoprire nuove risorse.
-E’ importante spingere i giovani verso l’arte nonostante tutto?
E’ doveroso. E’ necessario. Perché gli uomini hanno emozioni e devono poterle esprimere. Se sei scelto ( perché in fondo questo è….una vocazione!) hai il Dovere di raccontare, scrivere, cantare, danzare, dipingere le tue emozioni e donarle. L’artista è come un medico, solo che cura l’anima.
-Qual è stato il suo percorso e quali i suoi progetti futuri?
Dopo il diploma in canto e musica vocale da camera presso il Conservatorio di Bari, ho lavorato presso il Teatro Carlo Felice di Genova, poi ho studiato presso l’Accademia Paolo Grassi di Martina Franca, dopo a Modena col Maestro Francesco Esposito che mi ha spinta verso la regia e infine ho frequentato l’Accademia per cantanti e attori del Teatro Regio di Torino diretta dal Maestro Livermore.
Spesso, quando ero fuori per concerti scrivevo. Ho sempre avuto la “ penna facile” e senza volerlo, i miei scritti diventavano spettacoli di cui ne ho curato sempre la regia.
Poi ho avuto la fortuna di lavorare come assistente alla regia con la sign. Ricciarelli e col M. A. Paloscia dai quali ho imparato moltissimo.
Mi chiedeva dei progetti.
Ora , dopo il lungo fermo, c’è tanto da recuperare. C’è un desiderio enorme di tornare alla normalità ma ancora i teatri sono i luoghi ritenuti più “ a rischio” per cui c’è sempre tanta preoccupazione e attenzione.
Due piccole anticipazioni sui progetti futuri che riguardano la nostra città posso darle: il 17 settembre sarò in scena presso il teatro di Ponente insieme alla scuola Dance Company di Antonella Battista e alla compagnia di danza Terzo Occhio di Sara Sallustio nello spettacolo EARTH BEAT, il 19 invece, presso l’Auditorium Madonna delle Rose con un racconto musicale di cui ho scritto il testo “ Tra Oriente ed Occidente” al fianco del grande baritono molfettese Antonio Stragapede , spettacolo organizzato dalla mia Associazione culturale Musicale Musicarte.
Per quel che riguarda il 2022..ci sono diverse cose che bollono in pentola….incrociamo le dita e speriamo che la pandemia rimanga solo un brutto ricordo!

Paola Copertino

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