Riaperto lo sportello antiviolenza al Poliba, si aggiunge agli altri sparsi in città

Inaugurato il 18 febbraio 2021, lo sportello antiviolenza, aperto nel Politecnico di Bari, ha operato poco in presenza. A causa del lockdown – sino al 5 agosto scorso – è rimasto attivo on line sia per gli studenti, di entrambi i sessi, che per tutto il personale docente e amministrativo del Poliba. Dal 6 agosto scorso è tornato in presenza per accogliere quanti avranno necessità di chiedere aiuto ad esperti, anche solo per informazioni. Ad oggi, ci riferisce la dottoressa Federica Perosce, psicologa dello staff della Comunità San Francesco che, coordinata da Marika Massara, gestisce il Centro Antiviolenza (Cav) del Comune di Bari “allo sportello del Poliba non ci sono state segnalazioni di alcun tipo”. Mentre al Cav del Comune, in poco più di tre anni (da maggio 2018 ad oggi), si contano 725 accessi totali (202 da gennaio a novembre 2020, come già riportato in un precedente articolo dedicato ai dati in crescita in città) al numero verde 800.202330. Il lockdown, per la costrizione di convivenze già difficili, ha contribuito a mettere in pericolo tante vittime, soprattutto donne, e le segnalazioni sono aumentate con una media di circa 20 chiamate al mese. In salita sono pure gli interventi in emergenza che hanno fatto scattare “la procedura con allontanamento in una struttura protetta per donne sole o con figli”.

Per cercare di far emergere più casi e aiutare quante più persone possibili e consentire a chiunque di poter segnalare o chiedere aiuto ed mettersi in salvo da situazioni difficili e pericolose, il Comune ha pensato ad aprire sportelli in zone diverse della città. Fra queste il Politecnico. Nel complesso universitario, nel quartiere San Pasquale, lo sportello Cav, dal mese di settembre, sarà aperto due volte al mese: ogni primo e terzo venerdì del mese (ore 9-11). Il punto di accoglienza si trova al primo piano del corpo Biblioteca Centrale all’interno del Campus in via Orabona. La decisione è dettata dal fatto che, purtroppo, gli esperti temono un nuovo aumento di casi. Lo sportello si avvarrà della consulenza di un’educatrice psicologa e una psicologa psicoterapeuta del Cav del Comune di Bari. Obiettivo del servizio, nato dall’accordo tra il Poliba e il Comune di Bari-Assessorato al Welfare alla Città Solidale e Inclusiva, favorito dalla Regione Puglia, sarà il benessere fisico e psicologico di chi studia e lavora al Politecnico. A dichiararlo è stato il rettore Francesco Cupertino, che ha aggiunto: “La nostra attenzione, la capacità di ascoltare e supportare chi subisce violenze fisiche e psicologiche, devono essere massime. La riapertura in presenza insieme con il potenziamento del servizio, sono un segno importante e un sostegno concreto per chi è vittima di qualsiasi forma di violenza”.

Vale la pena ricordare che la violenza non è solo fisica e carnale e può essere manifestata in varie forme. E’ pure verbale (manifestata attraverso minacce), psicologica (quando una persona si impone su un’altra e fa sentire la vittima inadeguata), così come è violenza lo stalking (atti persecutori continuati), il mobbing (atti quotidiani di emarginazione o sabotaggio professionale), il bullismo (insieme di comportamenti ripetuti utilizzati al fine di dominare una persona) e il cyberbullismo (la forma di bullismo messa in atto attraverso strumenti telematici). Nessuno deve far finta di nulla davanti ad episodi simili o ne sarà complice. Anche solo segnalare, in maniera anonima – lo si può fare in vari modi – può contribuire a salvare una vita, specie se questa è di un minore o di una persona fragile, come un disabile o un’anziana.

L’attività dello sportello è finanziata dall’Assessorato comunale al Welfare e dalla Regione Puglia nell’ambito del programma “Rafforzare la non violenza”. E si tratta di un’ulteriore servizio per proseguire “l’attività di prevenzione, formazione, ascolto, tutela e protezione delle vittime di violenza – come sottolineato dall’assessore Francesca Bottalico – nei luoghi informali, in strada, nel contesti lavorativi, nella scuola e nelle università”. Nei due atenei universitari – oltre che nel Poliba lo sportello è presente anche nell’Università “Aldo Moro” – lo stesso Assessorato ha anche previsto una serie di iniziative rivolte agli stessi temi, diventati più importanti e urgenti “dopo il lungo periodo di confinamento obbligato che ha visto crescere disagi e violenze tra le mura domestiche. Proprio in questa direzione abbiamo potenziato spazi e sportelli diffusi di ascolto in tutta la città, unità di strada, programmi di formazione, con l’impegno di 300 operatori formati nelle scuole primarie, secondarie e nell’università al fine di agire in maniera incisiva sulla prevenzione e sull’orientamento”. L’attività del Cav continua ininterrottamente e, in questi mesi di emergenza sanitaria, ha visto incrementare gli accessi e i contatti da parte di chi chiedeva aiuto. “La presenza fisica nell’Università ci consente di garantire – ha aggiunto Bottalico – un presidio strategico in uno dei luoghi di crescita ed emancipazione per eccellenza, continuando ad offrire un sostegno concreto alle donne vittime di qualsiasi forma di violenza. Ricordo che Bari è la seconda città in Italia ad aver dato vita ad un intervento di questo tipo e per questo sento di dover rinnovare il ringraziamento ai rettori delle Università cittadine per la disponibilità che hanno mostrato da subito e per aver voluto costruire, insieme al Comune e al Centro Antiviolenza, questo fondamentale percorso di tutela e sensibilizzazione nell’interesse di tutta la comunità”.

Il Cav Bari dunque allarga i suoi “confini” per far sentire la presenza e la vicinanza, insieme con la disponibilità a sostegno delle vittime. Gli sportelli antiviolenza sono presenti pure in vari Municipi (l’elenco con riferimenti telefonici e indirizzi è pubblicato sulla pagina web del Comune di Bari). Inoltre, con il numero verde 800.822538 c’è la possibilità di contattare il Centro Antiviolenza Bari tramite internet). Da non dimenticare le cassette rosse “Help” che sono ora sei. Dopo le prime cinque installate a febbraio, per denunciare ogni tipo di sopruso, all’interno o all’esterno delle seguenti strutture a Bari: Bidoba – biblioteca delle donne (via Calefati 245), la Biblioteca Ragazzi[e] (viale della Resistenza 178), la biblioteca nel giardino del lascito Garofalo (via Indipendenza 11- Palese), l’Opera San Nicola (in via Manzoni 32/A – Carbonara) e Ortodomingo (via Lucarelli), da qualche mese si è aggiunta quella nel Tribunale di piazza De Nicola (6° piano, sede Ordine degli Avvocati) ed altre si stanno aggiungendo in altre città dell’area metropolitana.

Anna Caiati

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