Migranti: sindaco Mola dopo sbarco, mai dimenticare umanità

“Ieri ho provato un enorme orgoglio nel ritrovare una comunità accogliente e molta vergogna, invece, per quel che possiamo essere. Quel che posso dire alle persone intrise di odio, rabbia e disprezzo: venite a conoscere questa gente, guardatela negli occhi, disperati, impauriti. Ed abbiate il coraggio di dire davanti a loro che dovrebbero tornare a morire di fame, guerra e disperazione nella loro terra”.

A parlare è il sindaco di Mola di Bari, Giuseppe Colonna, all’indomani dello sbarco nel porto della cittadina a sud di Bari di circa 60 migranti turchi, tra i quali donne e cinque bambini, “partiti rischiando le loro vite”.

“Una terra straniera che li ha già accolti con una generosità unica – dice Colonna – . Semplicemente grazie, sono davvero commosso ed orgoglioso di voi. Lo sono di meno, invece, dei facili commenti superficiali, disumani e razzisti dei soliti leoni da tastiera che ho letto sui social”. “Stanotte, tornando a casa, – conclude il sindaco – ho pensato che ho una grande responsabilità: crescere dei figli che non si dimentichino mai cosa significhi essere umani”. Concluse le operazioni di riconoscimento e ottenuto l’esito negativo dei tamponi Covid, tutti i 36 migranti identificati (16 bloccati nel porto subito dopo lo sbarco, altri venti trovati in stazione e un’altra trentina riusciti a fuggire) sono stati trasferiti a BARI nel centro di accoglienza.

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