Un treno d’epoca Fs arriva in Puglia, ma solo per pochi eletti

Con il suo fascino intrinseco e la possibilità di gustare il paesaggio affacciati al finestrino, il treno storico si sta rivelando un eccellente mezzo di promozione turistica in diverse regioni italiane, ma anche un’esperienza inedita per riscoprire il territorio in cui si vive. Lo stesso potrebbe avvenire in Puglia, che da sola vanta oltre 1.500 km di binari tra il Gargano e il Capo di Leuca: un potenziale enorme, paradossalmente inespresso per la mancanza di interesse e di investimenti da parte delle istituzioni, con la complicità delle aziende ferroviarie.

E così, dopo anni di assenza, proprio in questi giorni un treno d’epoca si è presentato nella nostra regione, attraversando anche la città di Bari e destando curiosità in molti. Il convoglio, trainato da locomotive Diesel, è giunto appositamente da Sulmona e appartiene alla Fondazione Fs Italiane (l’ente che gestisce il patrimonio storico delle Ferrovie dello Stato per fini culturali e turistici).
Tuttavia, non è il caso di sperare in un cambiamento di rotta perché la beffa è dietro l’angolo: secondo indiscrezioni, il treno è stato prenotato da un facoltoso gruppo di turisti che oggi pomeriggio hanno viaggiato tra Fasano e Lecce. Si tratta dunque di un’iniziativa privata e non di certo accessibile a tutti, visti i costi ragguardevoli di un noleggio del genere.

 

L’ultimo viaggio di un convoglio storico in Puglia, non destinato all’élite bensì al grande pubblico, risale al 23 luglio 2017, quando il “Murgia Express” delle Ferrovie Appulo Lucane con la sua locomotiva a vapore trasportò passeggeri e musicisti da Bari a Matera per il Locomotive Jazz Festival. Negli anni precedenti si erano svolti eventi simili anche sulle Ferrovie dello Stato e sulle Ferrovie Sud Est, registrando quasi sempre il sold out e riscuotendo entusiasmo tra i partecipanti.
Il tutto grazie a due associazioni senza scopo di lucro, l’Atsp (Associazione treni storici Puglia) e l’Aisaf (Associazione ionico-salentina amici delle ferrovie), che avevano intuito le potenzialità della Puglia nel settore del turismo ferroviario, avevano fatto rete con altre realtà locali e si erano persino prodigate materialmente nel restauro di locomotive e carrozze vetuste.

Peccato che, ad oggi, quanto di buono costruito con così tanti sacrifici sia stato vanificato dall’inerzia della politica regionale, che non ha saputo – o forse voluto – supportare i progetti con le risorse necessarie e cogliere una ghiotta opportunità di sviluppo per il territorio. A questa “miopia istituzionale” si aggiungono poi le scelte discutibili operate alle amministrazioni ferroviarie, che in alcuni casi hanno abbandonato a un triste destino pregiati rotabili storici o li hanno addirittura trasferiti in altre regioni.
Certo, si continuano a realizzare valide iniziative con i treni moderni, nei limiti del possibile, ma ci vorrebbe una programmazione più ricca e più diffusa. Senza mai dimenticare che un convoglio d’epoca, in termini di attrattività, non conosce rivali.

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