L’educazione civica e il problema rifiuti

Durante la fase più critica dell’ emergenza sanitaria da più parti si sentiva dire ” ne usciremo migliori” anche riferito alla gestione del verde e dei suoi spazi, visto che avevano capito quanto i giardini, le aree verdi erano importanti e quanto fosse fondamentale tenere cura del territorio.
Pare però che la lezione non ci sia servita e che la storia non sia proprio maestra di vita, dato gli abbandoni di rifiuti, bottiglie e materiale di risulta ovunque.
Anche nelle città del barese note per la movida, all’ alba si ritrovano ovunque bottiglie di birra, bicchieri vuoti, cartoni di pizza lasciati su muretti, in riva al mare. Molti obiettano mancano i cestini porta rifiuti, ma spesso non è così, ci sono ed è una questione di educazione ed educazione civica. Molto stanno facendo in questo senso i gruppi ambientalisti come plasticfree e 2hands sorti un po’ ovunque sul territorio che stanno coinvolgendo anche le giovani generazioni e alcune associazioni in progetti di pulizia del territorio che riguardano spiagge e lame. Inoltre stanno organizzando laboratori per insegnare il riciclo della plastica e stanno sensibilizzando i più piccoli verso una raccolta differenziata corretta e consapevole.
Sulle spiagge infatti ci sono bidoni, basterebbe solo utilizzarli o incentivare la raccolta del vetro e della plastica con macchine che danno punti per raccolte regali o addirittura denaro.
Fondamentale avere cura del verde, cosa che non si sta verificando con questo continui incendi che hanno dietro interessi e lottizzazioni di aree e territori.
Non è molto edificante fare una passeggiata e invece di ammirare la natura e il paesaggio, fermarsi a contemplare bottiglie o bicchieri in fila.
Cerchiamo di preservare il territorio per le future generazioni. Forse allora potremo dire che questo periodo difficile ci ha insegnato qualcosa: il rispetto per gli altri e per ciò che ci circonda.

Paola Copertino

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