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Lavoro autonomo. Ricchiuti (FdI) : «Una vita da vessati. A rischio le nuove generazioni»

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«Leggo sempre più spesso che se vuoi avviare una attività o hai una attività già avviata la miglior soluzione sarebbe non aver nulla di intestato . Seppure sia convinto che in effetti chi vive più sogni tranquilli è proprio chi si trova in questa condizione ciò varrebbe comunque che non bisognerebbe aver niente da prima di incasinarsi, e questo per chi ha aperto anni addietro era impensabile , anzi era un orgoglio vedere il frutto del proprio lavoro e sacrificio trasformarsi in una casa di proprietà o di un capannone , intestandoseli a proprio nome e magari anche essere ditta individuale (chi vuole evadere o non pagare non si comporta così , intesta ad altri e crea delle società ad hoc).

Torniamo al secondo caso , il non avere mai niente a nome proprio per tutta la vita, insomma una vita da inesistente solo per tirare avanti, e tutto questo per cercare di vivere onestamente, mi sembra un paradosso ,ma se qualcuno mi dice che oggi come oggi è la soluzione quasi migliore, purtroppo non posso dargli torto, ma dentro di me non riesco proprio ad accettarlo !!
Si puniscono le persone perbene, quelle che hanno idee e voglia di mettersi in gioco e si alimenta una generazione di furbi loro malgrado o di giovani che cercano fino all”infinito un posto fisso anche precario , per poi ritrovare trentenni o anche oltre ancora in casa dei genitori perchè impossibilitati nell’affrontare i costi relativi a formarsi una famiglia.
E poi ci si preoccupa dei cali demografici e che siamo la nazione più vecchia del mondo se non poi far fuggire quei giovani che preferiscono portare all’estero la loro voglia e il loro talento.
In fondo siamo sempre il Paese di «Alt! Chi siete? Cosa portate? Sì, ma quanti siete? Un fiorino!»
Ma dove vogliamo andare così?».
Lo scrive Lino Ricchiuti, Viceresponsabile nazionale del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia.

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