Referendum legalizzazione eutanasia. Mons. Angiuli evidenzia quattro paradossi dell’eutanasia legale

I promotori del referendum “Eutanasia Legale” lanciato dall’Associazione Luca Coscioni sulla legalizzazione dell’eutanasia hanno annunciato che oltre 750mila persone hanno firmato il referendum, sulle 500mila necessarie.

Sulla questione è intervenuto il vescovo di Ugento-S. Maria di Leuca, mons. Vito Angiuli, il quale mette in evidenza quattro paradossi del principio di autodeterminazione invocato dai promotori del referendum.

il primo paradosso: “Non esiste una libertà in astratto, ma solo in quanto legata alla nascita. Ora, se non si è liberi di nascere come si può essere liberi di morire? In realtà, si è solo liberi di vivere”.

Il secondo paradosso, prosegue mons. Angiuli: “consiste nel fatto che l’eutanasia e il suicidio assistito sono presentati surrettiziamente come espressione di libertà. In realtà, sono solo una fuga dalla vita e dalla libertà”.

Il terzo paradosso fa riferimento al “suicidio assistito” che deve essere consentito quando la malattia irreversibile riguarda il corpo, non si vede il motivo per il quale non dovrebbe essere praticato anche quando tocca la psiche.
A rigor di logica” – sostiene il Vescovo – “anche a chi ha perso il gusto della vita dovrebbe essere consentito quanto è permesso a chi è affetto da una malattia incurabile. Non si soffre di meno nell’anima, rispetto a quanto si soffre nel corpo”.

Per chiudere il quarto paradosso: “la palese contraddizione tra la libertà posta in modo assoluto in ambito individuale e la libertà che si esercita in modo condizionato in ambito sociale” – conclude mons. Vito Angiuli – “Tutti vorrebbero vivere liberi da ogni imposizione esterna alla propria libertà di autodeterminazione, ma il buon senso intuisce che se la libertà si dovesse esprimere in modo assoluto anche in ambito sociale si aprirebbe la porta all’anarchia e alla dissoluzione di qualsiasi forma di società e si andrebbe incontro a un suicidio sociale non meno deleterio del suicidio assistito”.

Parole che dovrebbero far riflettere tutti…

Mimmo Spadavecchia

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