«Sono nato in Afghanistan, ma sono rinato in Puglia». La video-intervista a un ragazzo che ha scelto di affrontare la morte per la salvezza

Questa è la storia di un giovane ragazzo Afghano che chiameremo Ismael, da molti anni residente regolarmente in Puglia.

Uno dei tanti migranti che da anni raggiungono l’Europa, disposti anche a morire pur di trovare salvezza lontano dalla propria terra d’origine.

Nonostante siano trascorsi oltre quindici anni da quel viaggio disperato e la sua sia una storia a lieto fine a differenza di altri ragazzi, Ismael non riesce nemmeno a parlarne al ricordo. I suoi occhi e le sue lunghe pause silenti riflettono tutto il terrore che quel bambino con un piccolo zainetto sulle spalle deve aver vissuto durante quel viaggio alla ricerca dell’unica speranza di una nuova vita.

“Vivevo in una città non molto lontana da Kabul, in una famiglia numerosa come tante.
A casa c’erano problemi, alcuni di carattere economico. Non sono andato nemmeno un giorno a scuola.
Non avevo altre alternative, dovevo fuggire dalla mia terra e affrontare da solo quel viaggio era la mia unica possibilità di salvezza. Non sapevo quale sarebbe stata la destinazione finale, ancora oggi non so in quale città arrivai.
Non conoscevo nemmeno una parola di Italiano. L’ho imparato successivamente una volta arrivato in comunità.

Oggi sono in contatto con la mia famiglia e i miei cari, mi preoccupo per loro. Mi mancano tanto mia mamma e la mia sorellina.
Potendo ritornare indietro, nonostante tutto il dolore rifarei quel viaggio, perché qui in Puglia sono finalmente rinato”.

Alla luce delle drammatiche evoluzioni in Afghanistan, gli chiediamo le sue impressioni.

Vincenzo de Marino

Promo