Chiusura “Del Prete, i genitori alzano il tiro

Non si arrendono i genitori degli alunni della “Carlo Del Prete” – la scuola in via Laterza che è destinata a restare chiusa per il prossimo e i futuri anni scolastici – “Non è vuota, ma è stata svuotata” sebbene lo sgombero sia iniziato a fine luglio. Sulle suppellettili rimaste all’interno, affermano alcuni rappresentanti del “Comitato genitori scuola Del Prete”, sono state apposte le scritte “scaricare”, segno evidente che l’edificio sarà svuotato completamente, probabilmente nei prossimi giorni quando, secondo “ben informati”, inizieranno i lavori di ristrutturazione per poter ospitare gli uffici del Municipio II ancora in Stradella Del Caffè.

Dopo la lettera di diffida spedita dall’asp “Scuole diffuse in Puglia”, del 2 luglio scorso, una settimana fa è stato inviato un esposto, con allegati documenti che compravano quanto denunciano, al nuovo direttore dell’Usr Puglia, al ministro dell’Istruzione e al garante dei minori (nonché alle autorità locali per conoscenza) al fine di scongiurare la chiusura della scuola e chiedere di indagare e dare risposte a genitori, docenti e soprattutto alunni sul perché la scuola da oltre un decennio è stata svilita e svuotata.

Dall’11 giugno, giorno in cui i genitori poco prima dell’arrivederci al nuovo anno hanno appreso dagli insegnanti della chiusura della scuola e il trasferimento alla “De Amicis”, hanno raccolto 1.500 firme (alcune esposte davanti alla scuola) di sostenitori della loro causa e documenti che attestano quanto denunciano da tempo e per le quali ad oggi, pur avendo il Comitato dei genitori chiesto incontri e spiegazioni al dirigente scolastico, non hanno ottenuto nemmeno un appuntamento. Tutto tace nel silenzio più totale e irrispettoso per una città ed un Paese, l’Italia, che si dice democratico e a difesa dei cittadini più deboli, i minori.

Due gli incontri avuti con il primo cittadino e che non hanno sortito gli effetti sperati pur avendo riferisce Tonia Guerra: “chiesto di fermare la chiusura per almeno un anno, fare la pianificazione delle scuole della città e distribuzione equa degli alunni per garantire di non chiudere nessuna scuola”. Vorrebbero, per raggiungere quest’ultimo obiettivo, che si torni a prima dell’adozione dell’autonomia scolastica, entrata in vigore nel 1997 quando cioè le famiglie dovevano – salvo casi eccezionali e dimostrabili – iscrivere i figli nella scuola elementare o media inferiore più vicina alla residenza. “In questo modo – sono convinti – i bambini tornerebbero a raggiungere la scuola a piedi, come si faceva prima dell’arrivo dell’iscrizione libera”, e non si chiuderebbero edifici nati per ospitare bambini.

Dopo le riunioni tenute in giornate afose, gli incontri e le proteste in strada per far sentire la loro voce nell’estate più calda degli ultimi anni, promettono ora, a poche settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico, di alzare “il tiro”. Mentre attendono speranzosi nuovi incontri e risposte all’esposto nel quale hanno chiesto un’indagine per individuare ed intervenire nei confronti di eventuali responsabili, annunciano che il 20 settembre, primo giorno di scuola, una quindicina tra mamme e papà sono pronti ad accompagnare i loro figli nel primo giorno di scuola alla Del Prete. “Anche se dovesse esserci la scuola vuota e il portone chiuso, i nostri figli li accompagneremo qui – dichiara una mamma – Le scuole non si chiudono, si rinnovano per continuare a dare istruzione e garantire socializzazione ai bambini che devono essere al centro dell’attenzione”.

Presente anche la presidente di “Scuola diffusa in Puglia”, Terry Marinuzzi che ha chiesto unione e partecipazione di tutti i cittadini del quartiere e della città per ottenere che “i bisogni dei bambini siano messi seriamente al centro dell’attenzione” da parte dei governanti. In Puglia e a Bari vantiamo l’interesse turistico da parte di star internazionali come Madonna, aeroporto moderno e tanto altro “ma se si chiude una scuola abbiamo perso tutto e tutti”. Tra l’altro lo facciamo in un momento in cui le scuole sono ancor più preziose non solo per minaccia della pandemia che continua ma perché ci sono istituti “che scoppiano per numero di iscrizioni, ragazzi stipati nelle classi pollaio e nelle scuole allestite in prefabbricati – grida con rabbia Marinuzzi – Ci sono istituti e licei che sono contro legge perché il numero degli iscritti supera i limiti previsti per legge. Situazioni che viviamo da decenni e mai risolte”. La stessa Marinuzzi ricorda che chiudere la “Del Prete” avrà una ripercussione negativa sull’intera città a cominciare dal commercio di zona, per cui ha chiesto l’appoggio dei negozianti.

La “lotta” dunque continua, non si ferma. La protesta continuerà finché – dicono i presenti – “l’obiettivo di riaprire la scuola non sarà raggiunto” ed anche ad anno scolastico avviato. L’appuntamento è per il 20 settembre alle ore 8 davanti alla scuola Del Prete.

Anna Caiati

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