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Il capannone ex Gs si trasforma: partiti i lavori per nuove residenze e un punto ristoro sul lungomare

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Nell’attesa che si realizzi il parco costiero tra Madonnella e San Giorgio, finanziato dal Pnrr, il lungomare sud di Bari comincia a rigenerarsi grazie alle iniziative dei privati.
Il primo grande cantiere ha aperto l’anno scorso all’altezza del lido Aqp, dove si sta costruendo il prestigioso “Residence Costa Sud” nel sito dell’ex pastificio Ambra. Proprio nei giorni scorsi, invece, è partito un altro intervento vicino a Torre Quetta, particolarmente atteso dai cittadini stanchi del degrado in cui versa la zona.

Stiamo parlando del capannone ex Gs, ubicato al n. 19 del lungomare Giovanni Di Cagno Abbrescia e sede in passato di uno dei primi supermercati baresi. Un enorme edificio dalla pianta rettangolare e il tetto con doppia volta a botte, costruito negli anni ’60 e oggi ridotto a rudere fatiscente, ma pronto ad esprimere tutto il suo potenziale in una nuova veste.
Proprietaria del fondo – che si estende per circa 7.000 mq includendo le aree esterne e due piccoli fabbricati retrostanti – è la società immobiliare Bari 2005 Srl. Il progetto di riqualificazione, firmato dall’architetto Gemma Radicchio e presentato alla stampa alcuni anni fa, ha visto finalmente l’avvio dei lavori nell’ultima decade di agosto, con un’interessante novità che ci viene illustrata in esclusiva.

«Il progetto si è evoluto nel corso del tempo a seconda delle nuove opportunità offerte dalla normativa. – spiega l’architetto Radicchio ripercorrendo la vicenda – Il primo Pdc (Permesso di costruire, ndr) risale al 2012 e prevedeva che il capannone fosse riconvertito per ospitare uffici e attività ricreative. Successivamente è intervenuta la Legge regionale 16/2014 che, per favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente, permette ai comuni di variare la destinazione d’uso in presenza di determinate condizioni. Grazie all’ex assessore comunale all’Urbanistica, Carla Tedesco, questa possibilità è stata concessa ai proprietari dei ruderi sul lungomare sud, sperando di incentivare un processo di rigenerazione della zona. Così abbiamo rielaborato il progetto di riqualificazione del capannone, prevedendo una destinazione d’uso non più terziario ma residenziale, e nel 2019 è arrivato il secondo Pdc».

Conservando la sua sagoma attuale, il capannone sarà demolito e ricostruito per ospitare appartamenti di pregio ad alte prestazioni energetiche. Il condominio avrà accesso dalla strada privata adiacente, disporrà di un proprio giardino e di posti auto pertinenziali (parte coperti, parte scoperti), mentre i due piccoli edifici sul retro sono destinati alla demolizione definitiva perché abusivi.
Quello che invece era l’ingresso del supermercato, ovvero il basso avancorpo del capannone, diventerà un bar/ristorante con una terrazza pubblica vista mare, soprelevata di circa un metro rispetto alla strada, e un piccolo parcheggio.

Tuttavia, l’iter burocratico per l’apertura del cantiere è terminato solo pochi giorni fa. Questo perché, nel frattempo, la ripartizione interna del capannone è stata rivisitata rispetto al progetto reso noto al pubblico: «Nel 2020 – prosegue l’architetto – i proprietari hanno presentato una variante al secondo Pdc. Se in origine gli appartamenti previsti erano 14, con metrature comprese tra 80 e 160 mq, per sfruttare al meglio il “Sisma bonus” si è deciso invece di realizzarne 32, con una metratura media più piccola. Gli incentivi del “Sisma bonus”, infatti, dipendono dal numero di unità immobiliari e non dall’ampiezza delle stesse. Questo, naturalmente, ha comportato anche un incremento proporzionale dei posti auto previsti per i condòmini. Approvata la variante, il 24 agosto scorso è stato rilasciato il terzo ed ultimo Pdc e abbiamo subito avviato i lavori».

Gli alloggi saranno ripartiti su due livelli, 16 al piano terra e 16 al piano superiore, e saranno accessibili tramite una corte centrale ricavata in corrispondenza della giunzione tra le due volte del capannone – uno spazio che servirà anche a fornire aria e luce alle stanze altrimenti cieche.
Alcuni appartamenti disporranno di un piccolo soppalco, mentre tutti presenteranno ampie finestre per godere di una vista panoramica sul mare e sul futuro parco costiero.

Particolarmente suggestivo sarà il rivestimento ligneo previsto sul tetto e sulle pareti esterne dell’edificio, che secondo le intenzioni della progettista evocherà «la chiglia di una nave arenata su una spiaggia o i vecchi cantieri navali».
Un altro aspetto degno di nota riguarda poi le aree standard: ai fini del rilascio del secondo Pdc, con un atto notarile del 2017 il Comune ha acquisito dai proprietari una parte delle superfici esterne a est del capannone, per circa 1.000 mq. L’intento sarebbe quello di realizzare un giardino condiviso attraverso la partecipazione di cittadini e associazioni, sul modello del parco Gargasole.

L’investimento a carico dei privati per l’intera operazione, tra acquisto degli immobili, atti burocratici, progettazione e lavori, ammonta a circa 5 milioni di euro. «Si tratta di un progetto lungimirante, visionario, privo di barriere architettoniche e sostenibile sul piano ambientale per tutti gli accorgimenti adottati. – conclude l’architetto – È stato anche sottoposto alle prescrizioni della Soprintendenza, dal momento che il capannone è una testimonianza di architettura industriale della quale si vuole mantenere memoria storica. Ma si tratta soprattutto di una forma di riscatto per il lungomare sud: una zona così ricca di potenzialità, così importante per lo sviluppo di Bari, eppure così bistrattata. Se non siamo riusciti ad aprire il cantiere in tempi brevi, è stato anche per la difficoltà di trovare un’impresa edile disposta a lavorare in un contesto talmente degradato».
E come non crederle, se si pensa a quella terra di nessuno oggi costellata di ruderi, campi rom, case di appuntamenti e discariche abusive con tanto di roghi tossici…

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