Mps: tratta per crediti ad Amco, a Mcc sportelli Sud

Amco per rilevare i crediti, quelli deteriorati ma anche i più rischiosi e Mediocredito Centrale per acquisire gli sportelli al Sud. Si delinea ufficialmente la strategia per agevolare la cessione di Mps a Unicredit con l’intervento di due controllate del Mef il quale è in trattative per cedere la sua quota nell’istituto senese alla banca guidata da Andrea Orcel.

Questo, oltre alla ‘dote fiscale’ di più di due miliardi rappresentata dalle Dta e l’aumento di capitale, quasi tutto a carico del Tesoro, necessario a seguito dei risultati dello stress test di fine luglio. Dopo le indiscrezioni e le ipotesi circolate in queste settimane, su richiesta Consob, la banca senese in una nota ha spiegato di aver aperto una data room “focalizzata sui crediti deteriorati e crediti classificati come Stage 2, cui ha avuto accesso AMCO” che già aveva rilevato una parte dei crediti a fine 2020. Dall’ultimo bilancio semestrale i deteriorati di Siena, dopo essere stati molto ridotti in questi mesi, ammontano a circa 2,8 miliardi netti mentre gli Stage 2, quelli giudicati più rischiosi, a oltre 14 miliardi (ma c’è stata un’operazione di cessione da 1,4 miliardi a luglio) Nel frattempo, ricorda Mps, “proseguono le attività di due diligence da parte di Unicredit supportate dalla data room dedicata, costantemente aggiornata, e dalle interlocuzioni nel contesto di management meetings”.

Il Monte ha ufficializzato anche quanto emerso ieri da fonti vicine al dossier: è in corso una data room per Mediocredito Centrale che sarebbe interessata agli sportelli al Sud Italia, 150 filiali che si aggiungerebbero alla sua rete costituita principalmente dalla Banca Popolare di Bari. Mcc non sarebbe interessata invece nè al marchio nè ad altri asset del gruppo come Mps Capital services e il Consorzio informatico.

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