Bari, parla Polito: “Qui solo gente motivata. Nulla è lasciato al caso”

Lunga conferenza stampa di Ciro Polito, direttore sportivo del Bari. Ecco le parole rilasciate in conferenza stampa.

“Mi interessano poco i complimenti, questi vanno fatti alla fine. E quando porto a compimento un obiettivo. Per venire a Bari non servono contratti pluriennali, altrimenti facciamo harakiri. Ma servono adeguate motivazioni. Sono contento di tutto quello che ho ottenuto. Il direttore deve inoltre scegliere l’allenatore e costruire la squadra in base alle sue di esigenze. In parte credo di essere riuscito a fare questo. A Potenza non era semplice, ci siamo recati lì con 13 giocatori e non era semplice. Ora la squadra è completa, con due calciatori per ruolo. E c’è un gruppo coeso. Solo col nome non si vince”.

“Dei calciatori che sono arrivati nessuno ha contratti pluriennali e nessuno ha preteso soldi. Sono venuti per l’obiettivo. Voglio gente motivata al mio fianco. A Castellamare di Stabia ho adottato una strategia simile. Il gruppo si costruisce strada facendo, nei rendimenti serve continuità. È una categoria privilegiata quella del calciatore. In base alle mie esperienze stimolo i calciatori. E vi racconto qualche aneddoto. Di Gennaro se non avesse giocato a Cesena probabilmente non l’avrei preso. Ma lui è andato lì per dimostrare il suo valore e quanto valeva ancora. E lui voleva venire a Bari. Mi ha aspettato fino all’ultimo perché voleva una piazza che sapesse di calcio”.

“Mercurio e Manè? Parliamo di due giovani del 2003, la loro categoria è la Primavera. E il rischio secondo me è quello di poterli bruciare. I giocatori si devono formare ma l’anno scorso sono stati inseriti in una bufera che speriamo di non rivedere quest’anno. L’operazione ha una logica perché i ragazzi raggiungeranno un livello più consono alle proprie qualità. A me tenerli non costava nulla. Manè se sarà bravo potrà tornare utile. Quanto a Mercurio ho chiesto cosa volesse fare. E lui mi ha chiesto espressamente di voler giocare. Per loro si tratta di un’esperienza e si tratta di un sogno. Si era messa ad un certo punto in mezzo anche la Fiorentina. Poi per 10 giorni non si è allenato. Lui non voleva perdere questa esperienza, non è la proprietà che vuole mandare via i giovani. Mi è stata forzata la mano per un mese intero. Se fossimo stati in B il calciatore non si sarebbe mosso. Ma in Serie C che valore possono avere anche solo 10 presenze? Il prossimo anno si valuterà insieme il da farsi”.

“Le trattative un po’ complesse sono state diverse. Gigliotti avevo provato a prenderlo un mese fa, poi mi sono buttato su Botta. Ma non mi sono spostato dalle mie offerte iniziali. All’ultimo sono riuscito ad ottenere ciò che volevo. Botta invece lo avevo già richiesto da quando ero direttore dell’Ascoli. Lui di questo si è ricordato e ho portato a casa un calciatore che volevo avere a tutti i costi. Poi avrei voluto portare anche Eramo, che ci tiene molto al Bari. Ma poi non si è fatto nulla. Tuttavia non ho rimpianti. Ora bisogna ricompattare il gruppo”.

“Il presidente è ambizioso, c’è un rispetto dei ruoli che speriamo si mantenga il più a lungo possibile. Ho fatto il possibile per far entrare dei calciatori ma non sono mai stato ostacolato nel mio modo di lavorare. A me dispiacere escludere dalla lista alcuni calciatori, anche se alcuni tagli inevitabilmente ci saranno. Vogliamo costruire un Bari vincente ma ci serve anche il supporto dei tifosi per una squadra di un certo livello. Fuori rosa non esistono, fuori lista si. Sono De Risio, Semenzato e Bolzoni. Andreoni è infortunato”

“Penso che questa società bisogna tenersela stretta, non capisco la contestazione della tifoseria. La C sarà tosta anche quest’anno, alla fine vedremo chi prevarrà. Noi faremo del nostro meglio”.

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