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Lopalco bacchetta i “medici di base”: non curate i pazienti a casa, proseguite con “tachipirina e vigile attese”

Lopalco, crediamo nelle vesti di  epidemiologo e non di assessore alla Sanità della Regione Puglia, ha pubblicato un post bacchettando tutti quei medici di base che ricorrono alle terapie domiciliari per l’infezione da coronavirus.

“Purtroppo sono ancora molti (troppi) i medici nel nostro Paese che non hanno dimestichezza con il metodo scientifico. Per questo motivo per quei medici che blaterano sul web di terapie domiciliari non propongo affatto la radiazione, ma la ripetizione di qualche esame del corso di Medicina”, ha scritto. Ma poi, ha aggiunto che “le terapie domiciliari contro il Covid19 funzionano” ma che, a parte i farmaci sintomatici per il controllo di febbre e dolori (paracetamolo), “tutti gli altri farmaci (corticosteroidi, eparina, antibiotici) devono essere usati con estrema cautela, solo in pazienti selezionati e in determinate fasi del decorso clinico”.

Sostiene che non servano a nulla i cosiddetti protocolli terapeutici per le cure domiciliari di Covid19, che «non solo includono farmaci completamente inutili, ma espongono i pazienti, già debilitati da una infezione impegnativa, a inutili rischi di eventi avversi”.

Il grande inganno -conclude- di questi protocolli è dato dal fatto che effettivamente sono numerose le testimonianze di pazienti che riferiscono di essere stati curati in questo modo e di essere guariti».

Lopalco, dunque, si allinea alle raccomandazione degli altri esperti, quelli più noti che vanno in tv; quelli che spingono verso il vaccino perchè -dicono- nel caso in cui il soggetto, dopo essersi vaccinato, si dovesse ammalare di Covid, l’infezione che gli si presenterà sarà di forma lieve. Ma quando qualcuno contrae il virus, la malattia si presenta in forma lieve anche da non vaccinato, non finisce in ospedale per polmonite in un paio di minuti: quando il Covid s’impossessa del corpo, passano ore, giorni prima che le  condizioni di salute del paziente si aggravino. Appunto, si ha una “infezione lieve”, non severa. Se un medico in quel momento ti cura, e le cure ci sono (lo ammette, velatamente ed implicitamente, anche Lopalco), la malattia rientra, il paziente guarisce. Non si ha bisogno di ricorrere al vaccino.

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