Scuola, si va verso scaglionamento orari. Ma è scontro fra presidi e aziende di trasporto

Settembre è arrivato, e il ritorno a scuola è sempre più imminente. Fine delle vacanze estive per gli studenti, ma soprattutto un vero banco di prova per la tenuta del Paese nel percorso di adattamento alla convivenza con il Covid.

Dopo un anno a singhiozzo, fra didattica a distanza e lezioni in presenza, con ampia possibilità di scelta delegata alle famiglie, l’obiettivo è iniziare e finire in presenza l’anno scolastico ai nastri di partenza.

In Puglia la data ufficiale di inizio è lunedì 20 settembre, ma l’autonomia scolastica lascia ai singoli istituti la possibilità di anticipare; e alcuni hanno scelto addirittura il 10 settembre per lo start delle lezioni. Ecco, quindi, che i tempi sono strettissimi per organizzare al meglio le procedure, a cominciare dal nodo trasporto pubblico.

Ma fra dirigenti scolastici e aziende di trasporto è in atto ormai da mesi un vero e proprio braccio di ferro sulla possibilità di scaglionare gli ingressi e le uscite da scuola di 90-100 minuti, in modo da evitare assembramenti tanto sui mezzi quanto nelle aree comuni delle scuole. E questo in considerazione del fatto che i mezzi di trasporto pubblico viaggiano all’80% della capienza totale, mentre in classe è prevista la presenza totale degli alunni.

I presidi: «Aumentare le corse»

«Ci sono orientamenti diversi: nelle province di Bat e Lecce si sta spingendo per evitare il più possibile i doppi turni, mentre a Bari ci si sta muovendo proprio in questa direzione. Una soluzione con cui noi non siamo assolutamente d’accordo», tuona Roberto Romito, presidente dell’Associazione nazionale presidi Puglia.

L’alternativa per i dirigenti scolastici è una sola: «Abbiamo già chiesto di potenziare le autolinee aggiungendo degli autobus in più durante questa fase di pandemia – dice Romito. La Regione, come già ha deliberato in giunta, deve concedere alle società di trasporto la possibilità di noleggiare temporaneamente mezzi dalle aziende private, così da aumentarne il numero a disposizione». 

La replica di Asstra: «La scuola cambi abitudini»

Dall’altra parte, però, arriva un secco no. E il duello continua: «Riteniamo che la miglior proposta per gestire i servizi e salvaguardare gli utenti sia lo scaglionamento degli orari – replica Matteo Colamussi, presidente di Asstra Puglia e Basilicata. Noi da 18 mesi proponiamo questo alla scuola, che però in maniera miope non vuole cambiare abitudini».

Colamussi rincara, e accusa gli istituti del Barese di scarsa collaborazione: «Noi non possiamo programmare, in quanto le scuole della provincia di Bari non hanno fatto pervenire i propri flussi di iscritti. L’assessore regionale Maurodinoia e il prefetto Bellomo hanno compreso la nostra posizione, recepita anche dal presidente Anci Decaro. Dalla scuola, però, abbiamo ricevuto solo rifiuti, e ci hanno negato le informazioni necessarie. I presidi non hanno capito che a settembre sui mezzi ci saranno anche lavoratori e studenti universitari che torneranno in presenza».

Le aziende di trasporto, inoltre, sottolineano il problema d’impatto ambientale: «Quando si raddoppiano le corse alla stessa ora il congestionamento del traffico aumenta esponenzialmente – prosegue Colamussi. E oltre al danno ambientale, tanto è anche lo stress per chi viaggia in strada. In ogni paese europeo evoluto, in questo momento, c’è la diversificazione degli orari, e il mondo della scuola non può continuare ostinatamente a dire no».

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