Pre-scuola per 320 alunni liceo Bari, 85% vaccinati

La prima scuola in Puglia ad aver riaperto le porte e le aule agli studenti, per il momento delle prime e terze classi, è il liceo scientifico Salvemini di Bari. La campanella suonerà ufficialmente per tutti, come nel resto della regione, il 20 settembre, ma la dirigente, Tina Gesmundo, ha voluto anticipare di due settimane – su base volontaria – l’apertura “per coloro che affronteranno un cambio di ciclo – spiega – con l’obiettivo di recuperare quello che la didattica a distanza in parte ha tolto a questi ragazzi, soprattutto in termini di socializzazione”.

E così stamattina in 320 (200 delle prime e 120 delle terze) sono tornati a scuola, sui complessivi 1.150 delle 52 classi che cominceranno il 20 settembre. Sono entrati da due ingressi diversi, scaglionati per gruppi e distanziati, con misurazione della temperatura all’ingresso e mascherina sempre indossata (per i docenti e il personale anche verifica del green pass).

“L’85% dei ragazzi ha già ricevuto almeno la prima dose di vaccino anti-Covid e tutti gli insegnanti tranne uno sono vaccinati,” fa sapere la dirigente, che questa estate ha fatto una campagna molto intensa, con video e messaggi postati sui canali social della scuola, per spingere alla vaccinazione. L’obiettivo di queste due settimane di “pre-scuola” è il “rafforzamento delle competenze e la socializzazione per chi comincia il liceo” spiega la preside, di “rafforzamento in scienza, matematica e fisica per chi passa dal biennio a triennio. Volevamo che i ragazzi partissero il 20 settembre – continua la professoressa Gesmundo – con una consapevolezza e una sorta di shock. In dad hanno avuto una percezione edulcorata delle loro conoscenze e competenze. Mancando la relazione e con la protezione velata ma incombente di tanti genitori in smart working, questi ragazzi non hanno percepito la loro reale crescita educativa, culturale e sociale. Abbiamo avuto molte risorse dallo Stato e abbiamo deciso di usarle in progetti come questo, per ripartire avendo ben chiara una visione della scuola, dove i protagonisti sono i ragazzi, in presenza”.

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