Morto durante rissa: Caritas Bari, chi l’ha ucciso si penta

“Per uccidere non ci sono mai giusti motivi. Mai. Non conosco nè la vittima nè il suo uccisore. Provo a immaginare il dolore dei familiari della vittima. Spero nel pentimento dell’uccisore ma intanto quella vita giovane non ritorna più. Ed è giustissimo che la giustizia faccia il suo corso. Fare il bene o il male non è indifferente”. Lo scrive sui social don Vito Piccinonna, rettore della Basilica dei Santi Medici di Bitonto (Bari) e direttore della Caritas diocesana, commentando l’aggressione avvenuta in una stazione di servizio a Bitonto nella notte tra sabato e domenica nella quale è morto il 40enne Paolo Caprio. Per il delitto è in carcere Fabio Giampalmo, il 20enne che avrebbe colpito la vittima al volto con tre pugni causandone la morte.

“Occorre abbassare i toni. Da parte di tutti. Quelli scritti, quelli verbali. Occorre un salto di umanità. Siamo a tratti disumani – dice il sacerdote -. E che non si smetta di credere e di insegnare che ‘non uccidere’ è ancora un comandamento, non un optional. E che per nessun motivo, anche non futile, uccidere resta una roba maledetta per tutti. Non solo per chi uccide e per chi non c’è più”.

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