Una bomba ecologica al confine fra Triggiano e Bari: non c’è pace per il territorio delle lame

Chissà cosa pensano i tanti turisti e visitatori che, ammirando il paesaggio pugliese dal finestrino del treno, vedono sfilare sotto i propri occhi una distesa di rifiuti. È questo il desolante spettacolo che si presenta, ad esempio, lungo la tratta Bari – Lecce prima di raggiungere la stazione di Torre a Mare.
Siamo nelle campagne di Triggiano, praticamente al confine con Bari, in un’area che dovrebbe essere tutelata dal futuro Parco regionale delle lame San Giorgio e Giotta ma che, tra l’inerzia delle istituzioni e la diffusa inciviltà, continua a subire soprusi ambientali da decenni.

Per raggiungere la discarica a cielo aperto basta uscire dalla Ss16 all’altezza di San Giorgio, seguendo le indicazioni per la zona commerciale (dove ha sede un noto rivenditore di materiale elettrico), e da lì proseguire su strada vicinale Monte. La strada, che costeggia i binari per quasi due chilometri, è un ricettacolo di rifiuti depositati lungo i cigli e in alcuni fondi adiacenti. Abbondano anche le tracce di roghi, favoriti dalle sterpaglie, lasciando immaginare quali sostanze tossiche possano sprigionarsi nell’aria.
Uno scenario deprimente nel quale si riconoscono oggetti di ogni genere e dimensione: elettrodomestici, arredi, infissi, sanitari, materassi, giocattoli, addobbi natalizi, parti di auto, scarti edili, e chi più ne ha più ne metta. Di sicuro i semplici cittadini, con il famigerato “lancio del sacchetto”, danno solo un modesto contributo a uno scempio simile. È fin troppo evidente, invece, che questa strada marginale e poco frequentata sia stata scelta come sito di smaltimento illecito per attività di ristrutturazione e sgombero, trovando così un comodo escamotage per aggirare le procedure previste dalla legge. Poco importa se si sta devastando un ecosistema dal grande valore storico, naturalistico e paesaggistico destinato a diventare parco.

L’amministrazione comunale uscente di Triggiano, rappresentata dal sindaco Antonio Donatelli, ha mostrato una certa sensibilità verso il territorio delle lame installando telecamere, comminando sanzioni per l’abbandono di rifiuti, collaborando con la Guardia di Finanza e un’associazione privata ed effettuando diversi interventi di bonifica. Proprio il mese scorso, durante l’ultimo di questi interventi, sono state riportate alla luce grotte, scalette naturali e terrazzamenti con affaccio sull’alveo di lama San Giorgio, a dimostrazione di quanta bellezza sia nascosta dalla stupidità umana.
Qualunque esito dovessero avere le elezioni amministrative del 3-4 ottobre – riconferma di Donatelli o nuovo sindaco –, l’auspicio è che si intensifichino le attività di contrasto ai reati ambientali, si ripuliscano quei siti finora trascurati come strada vicinale Monte e si lavori di più in ottica di prevenzione, ad esempio monitorando costantemente i conferimenti delle aziende triggianesi. Fermo restando che gli “sciacalli”, con ogni probabilità, provengono anche dai comuni limitrofi.

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