Mps-Unicredit scade esclusiva, continua trattativa

La partita sul Monte dei Paschi non è destinata ancora a chiudersi. L’esclusiva concessa dal Tesoro a Unicredit è in scadenza ma la due diligence andrà avanti. Per definire nei dettagli il perimetro selezionato di Rocca Salimbeni che è di interesse di Piazza Gae Aulenti, ci vorrà ancora del tempo.

II rumors non confermati indicano il prossimo mese perchè il quadro si definisca pienamente nei suoi contorni. Un tempo sufficiente anche per superare l’impasse delle elezioni suppletive dei primi di ottobre a Siena, incluso l’eventuale ballottaggio, in cui è impegnato il segretario del Pd, Enrico Letta. Nella città del Palio mal digeriscono che il marchio della banca più antica del mondo possa scomparire e per questo la strada è resa più complicata. Tra i nodi su cui ruota la partita c’è soprattutto l’esame di 14 miliardi di ‘Stage 2’, i crediti più rischiosi che potrebbero finire ad Amco che è entrata in data room. Così come lo è il Mediocredito Centrale interessato agli sportelli al Sud Italia, 150 filiali che si aggiungerebbero alla sua rete costituita principalmente dalla Banca Popolare di Bari. Mentre l’interesse commerciale di Unicredit, sembra concentrarsi sulle filiali del Nord e del Centro Italia e sul gioiellino online Widiba. D’altro canto nei piani di Orcel per Unicredit c’è una forte spinta sul digitale e per farlo ha ingaggiato Jingle Pang, ex manager del colosso assicurativo Ping An. C’è poi da considerare un altro tema che è quello degli esuberi che qualcuno stima fino a 7mila se si tiene conto che il numero medio di dipendenti per sportello di Mps è pari a 15, ben superiore a quello di altre banche (13 Banco Bpm, 10 Bper e Credem) ed è riflesso anche nell’elevato cost income.

Numeri che agitano i sindacati che non hanno lesinato critiche al presidente del Monte, Patrizia Grieco dopo il tentativo di rassicurare i dipendenti sul loro futuro. “Se dispone di informazioni” apra “un’interlocuzione”, scrivono Fabi, First, Uilca, Fisac e Unisin.

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