Puglia. Ok dalla Commissione ad attuazione del Piano Faunistico Venatorio

Parere favorevole a maggioranza, della seconda commissione (affari generali) del Consiglio regionale, al regolamento di attuazione del Piano faunistico venatorio pugliese. Nella seduta convocata dal presidente Antonio Tutolo, con la partecipazione dell’assessore all’agricoltura Donato Pentassuglia, l’organismo consiliare ha esaminato e approvato in sede consultiva la recente deliberazione della Giunta regionale che ha modificato e implementato la pianificazione faunistico-venatoria del territorio agro-silvo-pastorale. Il consigliere Luigi Caroli ha chiesto di definire un Atc unico regionale, sollevando il problema dell’eccedenza di cacciatori residenti in Provincia di Brindisi, 4479, rispetto ai 4179 ammissibili nell’ambito territoriale di caccia (Atc). L’assessore Pentassuglia ha confermato l’impegno sul “tema delicato”, oggetto d’attenzione da più parti: sulla rimodulazione degli Atc sarà attivato un gruppo di lavoro composto da tutti i soggetti che concorrono agli ambiti, le associazioni ambientaliste, agricole e venatorie. Entro dicembre-gennaio lo schema di provvedimento sarà sottoposto agli uffici, per gli adempimenti successivi.

E sulla percentuale di accesso è stato dato mandato agli Atc di Brindisi e di Taranto di rivedere la densità e rinnovare i coefficienti. La revisione della decisione della Giunta regionale (delibera 1336 del 4 agosto), sul prelievo di storni, nel periodo di caccia consentito e in deroga al divieto, è un altro nodo sollevato da Caroli in una successiva audizione, sempre dell’assessore regionale all’agricoltura. Il consigliere si è reso interprete del “grido d’allarme” degli agricoltori delle province di Bari e di Brindisi, che chiedono l’estensione della deroga ai due interi territori provinciali, sulla base degli studi dell’ISPRA. Il provvedimento di Giunta fa riferimento agli accertamenti dell’Università di Bari e restringe il prelievo autorizzato degli storni all’area olivetata che comprende i territori di comuni centrali tra le due province. Una scelta ispirata dalla cautela, ha spiegato Pentassuglia, per non incorrere nelle osservazioni del Governo nazionale e sanzioni comunitarie.

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