Scuola: tanti gli edifici con facciate imbrattate. Daranno il “benvenuto” ai bambini e ai giovani studenti

Mancano meno di dieci giorni all’inizio ufficiale dell’anno scolastico (la Regione Puglia ha fissato al 20 settembre l’avvio, ma molte scuole hanno già avviato le lezioni, ndr). E la domanda nasce spontanea: le scuole di Bari sono pronte ad accogliere al meglio gli studenti? Per alcune, se ci si soffermasse all’entrata e alla facciata esterna, sembrerebbe di no. Troppe scritte ad opera di vandali. Il primo impatto viene dall’aspetto esteriore, dalla facciate d’entrata e di uscita. Se si presenta cupo, disordinato, incomprensibile e misterioso può incutere dubbi, senso di abbandono e trascuratezza, se non addirittura timore di trovarsi in un luogo poco sicuro. Si aggiunga il senso di degrado, sporcizia, invivibilità e rassegnazione in cui nessun minore dovrebbe mai trovarsi nemmeno per giocare accanto.

Le scuole a Bari che non si presentano “esteticamente” bene non sono poche e vanno dalla materna alle superiori. Gli atti vandalici, con scritte e disegni incomprensibili ai più per non parlare di frasi ingiuriose, sono inaccettabili sempre e non le si dovrebbero mai ignorare. Ancor più quando presenti su luoghi come le scuole dove si insegna e si deve imparare rispetto ed educazione per le cose degli altri e di quelle comuni e perché sono luoghi di accoglienza e come tali devono invogliare ad entrare, non a scappar via.

I dirigenti scolastici hanno sempre meno fondi da poter investire nel rifacimento delle facciate e i vandali hanno sempre più strada libera, meglio sarebbe dire in questo caso muri, da insozzare come più gli aggrada. Ci sono però volontari, cittadini comuni, genitori in particolare, che non hanno più voglia di vedere questi scempi e di subirli. In ogni quartiere si formano gruppi disposti a rimboccarsi le maniche e a ri-auto-tassarsi pur di restituire il decoro dovuto non solo ad un edificio, ma ad un’intera strada se non quartiere.

Tra gli esempi attivi ed encomiabili c’è Retake Bari che da cinque anni non solo ripulisce strade e spiagge ma ridipinge i muri di edifici pubblici per riconquistare e ridonare il senso di civiltà e splendore che da decenni mancano un po’ in tutti i quartieri della città. Attenzione però. Non è semplice dedicarsi a questo tipo di volontariato di comunità. Non basta indossare una pettorina e avere tanta buona volontà “ci vogliono preparazione e serie di permessi – chiarisce subito Fabrizio Milone portavoce di Retake Bari – Anche se l’art. 118 della Costituzione, sul principio di sussidiarietà, ci consente come cittadini di agire sul bene pubblico, allo stesso tempo questo articolo prevede che siano le istituzioni a metterci in condizioni di poterlo fare. Vanno chiesti permessi prima di effettuare qualunque lavoro su qualunque bene comune, il tutto con pagamento di marca da bollo. Si presentano domande al dirigente della scuola ed agli Assessorati all’Istruzione, al Patrimonio e ai Lavori Pubblici. Per realizzare un’opera di street art è pure necessario l’intervento dell’Assessorato alla Cultura. Se poi l’edificio è sottoposto a vincolo storico-artistico, è necessario chiedere l’intervento e il parere della Soprintendenza. Ci sono poi i tempi di attesa per l’approvazione, quelli più lunghi, oltre 120 giorni sono proprio quelli della Soprintendenza”.

Negli ultimi tre anni Retake Bari ha dedicato attenzione alle scuole. I volontari hanno già ridipinto le facciate vandalizzate di una decina di istituti. Su alcune gli imbrattatori notturni sono tornati ma “grazie alla tempestività che raccomandiamo a tutti ridipingendo sulle nuove scritte stiamo riuscendo un po’ ovunque a ristabilire il decoro” aggiunge Milone. Non solo. Un anno fa, sono riusciti a “sbloccare” il primo caso di un edificio vincolato in quanto storico ed aperto la strada a tutti i volontari. “Per intervenire sulla facciata della scuola Balilla dove c’era una scritta ingiuriosa lunga 20 metri, abbiamo capito di poter utilizzare la formula di cantieri aperti. Ottenuti i permessi da tutti gli enti previsti, la Soprintendenza ci ha consentito di presentare un modulo da compilare a firma di un architetto”. Il professionista deve indicare tutte le questioni tecniche: cosa intende realizzare, con quali modalità, quali strumenti e prodotti utilizzare. E’ possibile tutto questo perché si tratta di coprire scritte e dipingere e non di effettuare interventi sulla struttura muraria. La Soprintendenza fornisce una consulenza con un restauratore, che indica e sorveglia le azioni dei volontari. E questo può essere fatto da qualunque cittadino purché segua questo iter burocratico. “Questo è un vanto per Retake che ha aperto una strada in tal senso per operare in maniera legale su un bene. Va presentato un progetto a firma di un architetto, servono poi i fondi per la realizzazione e che a volte riusciamo ad ottenere grazie ad aziende locali oltre che alla raccolta tra cittadini che si auto-ritassano”. Dal 2018 sono già state trattate: Mazzini-Modugno, Carducci, Cirillo, Balilla, Santarella, Flacco e persino la facoltà di Giurisprudenza dove oltre alle scritte con spray c’era una selvaggia affissione di manifesti. Tra queste tre-quattro sono state re-imbrattate. Le altre resistono anche grazie alla responsabilità di chi viene nominato “custode del secchiello d’oro”. Carica e oggetto simbolici con il quale si affida ad una persona di vigilare e intervenire con tempestività laddove dovessero nuovamente apparire segni vandalici.

 

“La tempestività è l’“arma” che ci sta consentendo di poter evitare nuovi imbrattamenti e brutture come in passato. Ai responsabili delle scuole da noi ridipinte lasciamo sempre qualche barattolo di vernice” serve per facilitare i ritocchi con la medesima tonalità di colore utilizzata. Ad aiutare in queste opere di volontariato urbano ci sono due architette, Germana Genchi e Claudia Mancini, le aziende Settef e Termoacustica che per il prossimo intervento, previsto alla scuola materna Vittorio Veneto, regaleranno le pitture necessarie, mentre si è resa disponibile pure l’illustratrice Daniela Giarratana. Per portare a termine tutte le opere sono previsti anche un murale che riprenderà i mosaici verdi della cupola della Chiesa Russa poco distante e un disegno dedicato ai bambini per dare il benvenuto a tutti i piccoli che qui frequenteranno la scuola dell’infanzia. Servono però fondi, per questo è stata avviata da tempo una raccolta per un finanziamento collettivo dal basso. In totale servono mille euro, sino ad ora ne sono stati raccolti 140 (pari a meno del 15% della spesa totale).

Per questo progetto si è quasi in dirittura d’arrivo. Avviate le richieste per operare esternamente pure su Bianchi Dottula, Diaz a Carbonara, Imbriani e Scacchi dove è la facciata con entrata posteriore – da via Melo – a far “brutta figura” soprattutto se paragonata alla vicina Pitagora restaurata in toto, con fondi regionali, e ora splendente dopo decenni di brutture, anche se già sfigurata pochi giorni la fine del cantiere a maggio scorso. La soluzione migliore sarebbe quella di utilizzare prodotti repellenti, ma sono costosissimi ed alcuni persino inquinanti, inoltre richiedono l’applicazione da parte di professionisti. Per cui dovrebbero essere le istituzioni a finanziare l’eventuale completamento delle opere e garantirne la salvaguardia più duratura.

La civile “lotta” anti-vandalismo continua. Purtroppo non velocemente come piacerebbe a tutti proprio per la lunga burocrazia e la mancanza di fondi. Da aggiungere che “è sempre più difficile reperire volontari – dichiara con rammarico il portavoce di RetakeBari – Si fermano a guardare, fanno domande e criticano perché sono ormai talmente assuefatti che ci dicono di lasciar perdere perché non ne vale la pena. Dall’altro però ci sono sempre più dirigenti scolastici, docenti, alunni e genitori che ci segnalano queste necessità, convinti come noi che si può e si deve tornare al meglio”.

Per avere una città diversa non si deve restare a guardare. Vale la pena provare ad avviare e partecipare a sfide come quella dei volontari già attivi. Per segnalazioni o adesioni si può far riferimento alla pagina social di RetakeBari o inviando una email a retakebari2@gmail.com.

Anna Caiati

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