Ippazio Campa: l’artista dei ritratti illustri si racconta

In occasione del conferimento a Molfetta del titolo di “Civitas Mariae”, il Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin che ha proclamato questo importante riconoscimento per la città, è stato omaggiato di uno splendido ritratto,opera dell’ artista di fama nazionale ed internazinale Ippazio Campa.
La splendida opera stata consegnata nell’ episcopio del Seminario al cardinale alla presenza del sindaco di Molfetta Tommaso Minervini, del presidente dei Molfettesi nel Mondo Angela Amato, del prof. Francesco Lenoci e di tutte le autorità intervenute per l’importante cerimonia.
Abbiamo poi voluto raggiungere telefonicamente l’artista per conoscerlo meglio e farlo conoscere ai nostri lettori”.

“Mi si chiede dove nasce il mio amore per l’arte, bella domanda questa.
Di getto direi che io non vivo senza arte, e’ qualcosa che credo sia nata insieme a me. Tutta la mia vita e’ stata un continuo cercare, creare, mescolare, imparare con gli occhi. Io nasco in un piccolo comune del Salento nella piena Grecia Salentina Corigliano D’Otranto, passo la mia infanzia lì per poi trasferirmi a Roma per lavoro, percorrendo la strada della carriera militare.
Sin da piccolo avevo l’esigenza di passare del tempo con i colori, che fossero matite, pennelli, colori a spirito. Giunto il periodo della scelta scolastica, con grande entusiasmo e su spinta dei miei prof, mi iscrivo al Liceo Artistico, ma qui la prima caduta.
Altri tempi, altri modi di pensare, altre situazioni, ma i miei genitori vogliono che io frequenti studi economici, che mi avrebbero dato un futuro: il diploma di ragioniere, come se il diploma aprisse le porte del paradiso… Ok a malincuore frequento con non poche difficoltà questo percorso di studi, ma la mia testa era sempre lì a quei colori, ad essere perso con la testa …. VOLEVO DIPINGERE…..
Mi diplomo… ma che fare accademia delle belle arti, o economia???
Imperterrito continuo studi economici, ma i miei testi universitari di economia non avevano nulla… Erano pieni di schizzi, bozze, progetti…tutto tranne che appunti seri….
La mia seconda passione era la carriera militare, ed in questo ci sono riuscito pienamente.
Mi trasferisco a Roma …. Ma in ogni posto, in ogni luogo, città , paese, ho sempre lasciato qualcosa che riguardava la mia arte.
A quel punto dico basta ci voglio riuscire… Da dove inizio? Si avevo il talento, ma non avevo né studi, né conoscenze artistiche tali perché nel mio cuore avevo sempre il mio grande sogno: essere un ritrattista..
Ho sognato ad occhi aperti tante volte di trovarmi in un’epoca diversa, essere il ritrattista di corte….
Ma rimane un sogno.
Invece quando la passione ti scorre nelle vene non puoi non rispondere a quello che il cuore in quel momento ti chiede: inizio ad esercitarmi con la tecnica del pastello francese… Notti intere, materiale, che volava dalla finestra perché erano opere inguardabili sotto ogni aspetto..
Non vi era una minima parte di anatomia che potesse realmente assomigliare alla realtà.
Sconforto pieno… Il mio maestro spagnolo, con il quale avevo seguito un corso di due giorni, mi diceva: “hai talento ma ti devi esercitare, non vedi , non ti rendi conto di quello che fai…..” e poi la fatidica frase, “fino a quando vedrai i colori che sono sopra la pelle farai caricature, quando vedrai i colori che sono sotto la pelle farai il ritratto…”
Questo e’ stato il punto di svolta della mia carriera artistica, vedere i colori che sono sotto la pelle, vedere il sangue che scorre nelle vene diverso da quello che scorre nelle arterie…. Per raggiungere a quello che più ambivo: dipingere gli occhi, leggere quello che volevano dire.
Sì, per me gli occhi sono il vero specchio dell’anima di una persona. Lì si racchiudono tutte le emozioni, i sentimenti. Ecco perché quando inizio a dipingere inizio da lì: lo sguardo. Mi dedico giorni, anche settimane.
Avevo finalmente capito i colori che sono sotto la pelle. Da lì ogni cosa, ogni tassello del mosaico iniziava a prendere forma.
La mia vita cambia nel 2015 quando vengo invitato a Louvre a Parigi ad esporre il mio primo ritratto, quello del cuore: La parte migliore di me, mia Moglie…
Parigi , Londra, New York, Hollywood…. Roma ….
Ma volevo di più … Il successo?? Noooo quello e’ solo un momento… Volevo essere ancora di più me stesso, volevo dipingere quello che volevo, realizzando il mio sogno più nascosto. Eseguire un ritratto nella tecnica caravaggesca….. Si Caravaggio…. Il maestro delle ombre e delle luci, come la nostra anima….fatta di ombre e luci…..
Realizzo per il Card. Martino Protodiacono di Sua Santità un’opera di grandi dimensioni su San Matteo….
Qui la svolta totale: parto dall’opera di Caravaggio collocata nella Chiesa San Luigi dei francesi, ed immagino lo scatto successivo: il mio Matteo aveva appena incrociato lo sguardo di Cristo.
Gli occhi che si guardano nella pura tecnica caravaggesca. In quell’opera mi sono posto la stessa domanda che mi faccio ogni giorno: “Siamo disposti a seguire un modello di vita?”
Io ci provo con la pittura.
Caravaggio diceva : “Prendo in prestito dei corpi e degli oggetti, li dipingo per ricordare a me stesso la magia dell’equilibrio che regola l’universo tutto. In questa magia l’anima mia risuona dell’Unico Suono che mi riporta a Dio.”
Non lo so dove mi porterà la pittura, non lo potrò mai sapere. Non mi sento arrivato da nessuna parte.
Ma ricordo a me stesso che la pittura regola la mia anima e il mio equilibrio.
Mi si chiede se c’è qualcosa o qualche particolare che mi è rimasto nel cuore e a questo rispondo di sì, ricordo che il giorno in cui ho presentato l’opera “MT,9-9-13” a Salerno, non avevo visto tutte le interviste rilasciate da chi è intervenuto alla presentazione. Giorni dopo riguardando l’intervista della Dottoressa Sara Magister su Rai3 sono rimasto colpito da una sua frase “Quello che mi ha veramente colpito è che lui è riuscito veramente a cogliere il nucleo di quella che è la poetica caravaggesca, cioè la capacità di entrare dentro alle grandi domande dell’uomo”. Questo mi ha fatto capire che la strada da percorrere è ancora lunga ma che avevo fatto un buon lavoro. Nelle parole della dottoressa ho visto realizzato l’obiettivo che negli anni mi ero prefissato.
Dipinti realizzati: ritratto del capo dello Stato Sergio Mattarella, personaggi famosi del mondo dello sport e della politica (in particolare tengo a cuore il modello di vita della campionessa paraolimpica Bebe Vio), il ritratto di Sua Santità Papa Francesco, il cardinale Martino Protodiacono di Sua Santità. Ritratto ufficiale del critico e storico dell’arte Philippe Daverio a quale devo un mio grazie particolare per la sua lectio magistralis nei confronti della mia arte. Il mio grazie più va alla storica dell’arte Sara Magister studiosa di Caravaggio ed autrice del testo “Caravaggio, il vero Matteo”.
Progetti per il futuro? Sì, ci sono. Certo questi due anni non hanno aiutato, non ho potuto realizzare nulla, ma la mia testa ha continuato a lavorare ed ho in progetto una grossa opera ma voglio che sia una sorpresa, anche perché anche il silenzio fa rumore”.
Noi sicuramente continueremo a seguirlo e a farvi ammirare i suoi capolavori.

Paola Copertino

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