11 settembre 2001: una data spartiacque per la storia del mondo

C’è stato un prima e un dopo, nulla è mai tornato come prima. E’ cambiata la visione del mondo, il concetto di ‘diversità’: l’11 settembre 2001 è un giorno che – a posteriori – è andato ben oltre il semplice concetto di terrorismo. E’ uno di quei giorni che ti rimane impresso nella mente: di rado a distanza di anni ci capita di ricordare dove fossimo o cosa facessimo mentre dall’altra parte del mondo accadeva altro. Un tranquillo pomeriggio, apparentemente, quello di quel settembre con il caldo che ancora non lasciava scampo. Poi, dalle 14.46 ore italiane (8.46 locali) tutto è cambiato: Torri Gemelle distrutte da un attacco terroristico (il cuore economico di un paese, il World Trade Center) ed un bilancio disastroso: 2977 morti, oltre 6000 feriti. Dati da bollettino di guerra. I responsabili? I membri del gruppo terroristico di Al-Qaida: fu allora che il mondo imparò definitivamente a conoscere il terrorismo, Osama Bin Laden ed anche un volto – oscurissimo ma sin li più o meno celato – dell’estremismo islamico. Che non va confuso, tuttavia, con il reale valore della religione musulmana. Perché l’odio, in realtà, non è il grido di battaglia di nessuna religione e nessuna guerra è santa.

Tuttavia, quali ragioni spinsero i terroristi a far ciò? I diretti interessati parlavano di ragioni storiche, risalenti sin dai primi anni ottanta, per gli aiuti Usa ad Israele, per il supporto ritenuto costante degli americani verso azioni promosse contro i musulmani. L’origine sarebbe addirittura da ricercare dal 1979, con l’invasione dell’Afghanistan da parte dei sovietici: a quel periodo risale l’organizzazione stessa di Al Qaida. Ed è curioso come anche oggi, esattamente al pari di vent’anni fa – il termine Talebani torni strettamente di attualità.

Da allora (quasi) tutto è cambiato e non è errato dire come ci sia stato un prima e soprattutto un dopo dopo questo evento. Gli aiuti dei paesi terzi, anche islamici, cosi come le condanne verso questo gesto, non sono mancate. Ma la paura tra la gente comune è stata palpabile. E si è tradotta – oltre che in sentimenti di paura, intolleranza e soprattutto razzismo – in leggi che hanno rafforzato le contromisure verso il terrorismo, fatto inedito in precedenza. Un po’ come è accaduto con il covid, sono cambiate anche le abitudini. Il diverso, ammesso fosse mai stato considerato così prezioso precedenza, viene visto come un pericolo, come individuo potenzialmente in grado di sottrarci qualcosa che già abbiamo o che potremmo avere. Il pregiudizio, insomma, che prende sempre più il sopravvento sulla ragione, poiché dettato dalla paura che anima i corpi della gente. L’eco risuona forte ancora oggi. Ciò che invece non è cambiato e ci portiamo in eredità è quel perenne senso di insicurezza, tensione, instabilità e continuo conflitto tra due mondi e stili di vita diversi: occidente o oriente? Questo è il dilemma, da secoli. Forse dai tempi delle crociate ma in continuo rinnovamento.

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