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Alloggi per studenti e lavoratori, cresce il costo degli affitti: a Bari +11%

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A Bari lievitano i costi degli alloggi in affitto. Nel nostro capoluogo i prezzi medi salgono dell’11%: da 226 euro a 251 euro al mese. È quanto emerge dalla terza indagine diffusa dal sito specialistico cercoalloggio.com, condotta in nove grandi città italiane: Pisa (47,3%), Bari (15%), Lecce (10,1%), Milano (4,5%), Torino (3,8%), Foggia (3,8%), Firenze (3,6%), Siena (2,7%), Brescia (1,6%).

A rispondere sono state complessivamente 2.609 persone, tra cui studenti (83%), dottorandi/ricercatori/docenti (2,4%) e lavoratori – anche studenti lavoratori (11,4%) – che negli ultimi 12 mesi hanno vissuto o attualmente vivono in affitto nelle città interessate dall’indagine, condotta fra il 30 aprile e il 6 giugno 2021. Alla diffusione dei risultati hanno contribuito anche l’Università di Pisa, il Politecnico di Bari e l’Università di Foggia. 

Un trend, quello registrato a Bari, che conferma un andamento al rialzo a livello nazionale. Restando in Puglia per guardare a ciò che accade nei capoluoghi limitrofi, a Foggia l’incremento si attesta addirittura al +20,1%, (da 189 euro a 227 euro), mentre a Lecce sul +4,8% (da 186 euro a 195 euro, unica città sotto i 200 euro fra quelle prese in esame).

A Bari poco più del 44% degli intervistati corrisponde tra i 200 e i 239 euro per affittare il proprio alloggio, mentre il 42,7% tra i 240 e 299 euro, con un canone medio mensile, come detto, pari a 251 euro. Nella vicina Foggia più del 46% dichiara di pagare tra i 200 e i 239 euro, con un canone mensile che in media si attesta su 227 euro. Decisamente più economico risulta il capoluogo salentino: a Lecce poco più del 52% degli affittuari paga una cifra compresa tra i 140 e i 199 euro (anche se un buon 30% si pone nella fascia di prezzo tra i 200 e i 239 euro), per un valore medio del canone d’affitto pari a 195 euro su base mensile.

Uscendo dalla Puglia e allargando il confronto alle altre città italiane, i capoluoghi del Sud interessati dall’indagine risultano di gran lunga più economici rispetto a quelli del Centro e del Nord. A Pisa, per esempio, più del 69% degli intervistati dichiara di sborsare tra i 260 e i 339 euro, con un canone medio mensile di 308 euro. A Brescia, invece, il costo dell’affitto degli alloggi per il 30,7% degli intervistati si attesta nelle fasce di prezzo fra 240 e 259 euro, mentre il 53,8% dichiara di pagare tra i 260 euro e i 339 euro, con un canone mensile di 277 euro.

Prezzi che lievitano ancora di più per gli studenti che decidono di vivere a Milano, quelli pagano l’affitto più alto di tutti: il 60% degli intervistati afferma di pagare ogni mese una cifra tra i 480 euro e i 599 euro per una stanza singola, con un canone mensile medio di 546 euro. Al secondo posto nella classifica dei fitti più cari c’è Firenze, dove più del 54% degli studenti corrispondono un canone tra i 300 e 379 euro in più, e tra i 380 e i 479 euro nel 31% dei casi; il canone medio nel capoluogo toscano è di 376 euro.

Dando uno sguardo complessivo a livello nazionale, l’83,5% degli intervistati dichiara di aver sottoscritto un contratto d’affitto e di aver ricevuto copia con la ricevuta di registrazione presso l’Agenzia delle entrate da parte del proprietario.

Quanto alla possibilità della riduzione del canone causa Covid, il 28,7%  delle persone interpellate dichiara di aver ricevuto un rifiuto da parte del proprietario. Solo il 20% afferma di aver trovato un accordo, il 27,8% non ha richiesto la riduzione, mentre il 23,4% non conosceva questa possibilità.

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