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Green pass, in Puglia sarà verificata la posizione di seimila sanitari

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Sono oltre 6 mila in tutta la Puglia gli operatori sanitari sotto la lente di ingrandimento delle Asl. 4932 (di cui 900 medici) sembrerebbero non vaccinati, 1200 sarebbero, invece, i codici fiscali dubbi. Si tratterebbe, quindi, del 3,5% rispetto al totale del personale a lavoro negli ospedali della Regione. Nel dettaglio 1708 risiedono nella provincia di Bari, 973 nel capoluogo Dauno, 584 nel Tarantino, 579 in Salento, 325 nella sesta provincia di Barletta-Andria-Trani e 318 nel Brindisino. I dipendenti con ruolo sanitario non ancora vaccinati della Asl di Bari sono, al momento, 151 pari al 2% del personale; mentre nella Asl Bt sono 23 i dipendenti non vaccinati su 23 mila totali, dunque si tratta dello 0,38%.

“Non c’è dubbio che il numero sarà sicuramente da scremare – ha rassicurato il direttore del Dipartimento Salute della Regione, Vito Montanaro – lunedì avrò un incontro con i direttori generali delle Asl che dovrebbero aver terminato la verifica di eventuali errori di registrazione. Verifica effettuata non solo nei sistemi elettronici (attraverso il sistema Giava utilizzato per registrare le vaccinazioni, ndr), ma anche attraverso le chiamate attive”.

Spetterà poi ai dipartimenti di prevenzione procedere alla convocazione delle persone in elenco per verificare il perché della mancata somministrazione. Infatti, tra loro potrebbero esserci per problemi di salute che impediscono la vaccinazione: in questo caso entro 5 giorni dalla ricezione della convocazione il personale non vaccinato dovrà presentare la documentazione che attesti l’impossibilità di vaccinarsi o dovrà farlo subito dopo. Diversamente scatterebbe lo spostamento ad altra mansione in luoghi idonei o, qualora non fosse possibile, si procederà alla sospensione dello stipendio fino al 31 dicembre prossimo. In questi giorni, inoltre, si era paventata la possibilità per gli operatori sanitari pugliesi novax di uno spiraglio con lo smart working come alternativa alla sospensione del lavoro, ma Montanaro smentisce: “Non è possibile che un operatore sanitario svolga la sua attività lontano da un paziente. Ci sono delle forme di assistenza a distanza di telemonitoraggio, telemetria, ma sono delle forme istituzionalizzate” che avvengono dopo diagnosi in presenza.

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