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Big Factor: da martedì 14 a venerdì 17 settembre a Bari “Urban Spray Lexicon”

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Torna il Bari International Gender Film Festival con un altro evento targato BIG Factoryda martedì 14 a venerdì 17 settembre (ogni giorno dalle 17 alle 20), a Spazio 13 a Bari (via de Cristoforis 8) va in scena «Bari Urban Spray Lexicon», laboratorio a cura di Fiorenza Menni, direttrice artistica della celebre compagnia «Ateliersi». L’ingresso e la partecipazione sono gratuiti (info e prenotazioni su bigff.factory@gmail.com, si accede esclusivamente con Green Pass o regolare tampone in corso di validità).

Urban Spray Lexicon nasce come una ricerca drammaturgica e performativa sulle scritte che appaiono e scompaiono dai muri delle città. Ateliersi raccoglie le scritte di oggi fotografandole e annotandole, e recupera quelle del passato scovandole in libri, riviste, raccolte private. Dal materiale raccolto compone nuove drammaturgie che fissano sulla carta le espressioni altrimenti fugaci, di brevissima durata: poemi e poemetti in versi diventano così una modalità di conservazione dell’effimero. Ateliersi pone il suo sguardo sulla strada abitata da persone anonime, dove il confine tra pubblico e privato emerge mobile e indefinito.

Il Bari Urban Spray Lexicon, in particolare, sarà un laboratorio pratico per l’interpretazione e la scrittura. Con un’attenzione specifica sul quartiere Libertà della città, grazie alla residenza offerta ad Ateliersi e al rapporto tra corpi e spazi urbani, da sempre oggetto di ricerca ed approfondimento del BIG. Verranno proposti ai partecipanti esercizi fisici-emozionali e di contemplazione del paesaggio urbano, capaci di sviluppare l’allenamento immaginifico per aprire alla restituzione attraverso la creazione di autonome forme di espressione, inseguendo la costruzione di un’autonoma modalità creativa per la scena. Il workshop è rivolto a chi vuole interpretare scrivere, suonare, raccontare ciò che vede e pensa, e per prendere posizione.

Sabato 18 settembre, alle 20,30, sempre a Spazio 13 (ingresso libero) si terrà inoltre la lezione-performance conclusiva «Freedom Has Many Forms», di Fiorenza Menni e Andrea Alessandro La Bozzetta. In questa lezione-performance – rinnovata nel 2021 specialmente per il BIG – Ateliersi esporrà materiali che raccontano le vicende legate alle scritte sui muri. Verranno rivelati piccoli segreti, microstorie, aneddoti sugli autori delle scritte e sull’atto di scrittura o imbrattamento. Supporti usati varieranno tra libri, fotografie, documenti audio e video.

Fiorenza Menni è attrice e autrice di teatro, direttrice artistica di Ateliersi. La sua scrittura è volta alla creazione di una drammaturgia originale, risultato di una costante ricerca contenutistica e formale sulla base di studi filosofici e riflessioni nel campo dell’arte. Insieme a Andrea Mochi Sismondi crea le opere teatrali per Ateliersi, presentate in contesti e festival di teatro quali Santarcangelo, Da vicino nessuno è normale, Romaeuropa Festival, Crisalide. Si occupa della formazione dell’attore proponendo percorsi di lavoro che tendono ad allenare la precisione contestuale e sentimentale dell’interpretazione utilizzando i materiali del suo stesso percorso e ricerca. Fiorenza Menni ha collaborato in qualità d’attrice, tra gli altri con Teatro delle Albe e Fanny & Alexander. Attualmente collabora con artisti e performer provenienti da diverse discipline artistiche e scientifiche, e come formatrice con Jean Michèle Bruyère (Sup de Sub. Formations à Être pour la liberté). Nel 2007 è stata insignita del Premio Eleonora Duse – Menzione d’Onore miglior attrice emergente.

ATELIERSI Riconosciuto per una scrittura scenica che trasfigura i dati del reale attraverso la loro ricomposizione poetica e musicale, Ateliersi opera nell’ambito delle arti performative e teatrali occupandosi di creazione artistica e della cura della programmazione culturale dell’Atelier Sì a Bologna.

La creazione artistica di Ateliersi si compone di opere teatrali con drammaturgia originale e interventi artistici in cui il gesto performativo entra in dialogo organico con l’antropologia, la letteratura, la produzione musicale e le arti visive per favorire una comunicazione del pensiero capace di intercettare inquietudini e prospettive che coagulino senso intorno ai sovvertimenti che si manifestano nel mondo. Un approccio antropologico all’arte caratterizzato da un’attrazione per l’alterità, dalla predilezione per l’evoluzione culturale come oggetto di studio, dallo sviluppo della dimensione contestuale e dalla sperimentazione di pratiche interdisciplinari.

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