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Anche Bari ha la sua Grotta della Poesia, in miniatura e insidiosa

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Considerata a pieno titolo una delle dieci piscine naturali più belle al mondo, la Grotta della Poesia è una tappa obbligata per i turisti che si muovono alla scoperta del Salento adriatico. Solo le vertigini, d’altronde, possono opporsi alla tentazione di un tuffo in quelle acque limpide e smeraldine, racchiuse da un’alta scogliera con dietro il mare.
Se qualcuno, tuttavia, fosse disposto ad accettare compromessi, non avrebbe bisogno di recarsi nel leccese per osservare qualcosa di simile. Sul lungomare di San Giorgio – bistrattato quartiere alla periferia sud-est di Bari – si trova infatti una conformazione rocciosa che ricorda, con molta fantasia e in scala ridotta, la meraviglia naturale di Roca Vecchia.

Per raggiungere la “mini Grotta della Poesia” barese, basta percorrere Strada detta della Marina in direzione di Torre a Mare e fermarsi di fronte al bar dopo l’ex Pescheria Azzurra. Sotto gli scogli, vicinissima alla carreggiata, è presente una cavità in cui si infrangono le onde con due aperture verso l’alto – di modeste dimensioni, certo, ma per niente minuscole. Anche quando il mare è poco mosso si vedono fuoriuscire abbondanti spruzzi con tanto di alghe. E negli ultimi tempi, a causa dell’erosione costiera, le aperture si sono persino allargate.

Solo qualche mese fa, rendendosi conto del concreto pericolo per l’incolumità pubblica, il Comune ha installato una recinzione provvisoria che impedisce a pedoni e bagnanti di accedere al sito e permette di individuarlo a distanza. Già, perché prima era davvero difficile accorgersi delle due bocche se non andandoci molto vicino, con il rischio di essere inghiottiti e procurarsi – nella “migliore” delle ipotesi – serie ferite.
Mancando però un marciapiede e una qualsiasi barriera al margine della carreggiata, un veicolo fuori controllo travolgerebbe facilmente l’esile recinzione e finirebbe intrappolato, con conseguenze che specie nel caso di una moto potrebbero rivelarsi drammatiche. È evidente, dunque, che il provvedimento adottato dal Comune ha una limitata efficacia e non può rappresentare una soluzione definitiva, anche dal punto di vista estetico.

Dal nostro reportage di gennaio scorso, non è cambiato praticamente nulla sul lungomare di San Giorgio: i due guardrail arrugginiti sono ancora lì, sempre più corrosi dalla salsedine, e per lunghi tratti (come quello in questione) si passa direttamente dall’asfalto allo scoglio. L’assenza di aree parcheggio continua a creare disagi alla viabilità, soprattutto nei weekend estivi, e il mare non è accessibile a tutti a causa dei dislivelli e asperità della costa rocciosa.
Sarebbe già una grande conquista, a tal proposito, poter camminare in sicurezza su passerelle e scalette che rispettino i vincoli paesaggistici e garantiscano a chiunque il diritto alla balneazione. E se la “mini Grotta della Poesia”, invece di essere recintata come un cantiere, avesse un bel parapetto in legno?

Malgrado il silenzio assordante delle istituzioni, San Giorgio non smette di immaginare un futuro migliore e di chiedere riscatto per decenni di disinteresse amministrativo.

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