Mafia: commissione Puglia, impegnarsi nella prevenzione

Difesa della legalità e lotta alla criminalità: la Regione Puglia non ha competenze di contrasto, ma può impegnarsi nella prevenzione, educazione e confronto. E’ la volontà emersa durante la prima seduta operativa della Commissione di studio e inchiesta del Consiglio regionale pugliese sul fenomeno della criminalità organizzata.

“Occorre partire dal passato per capire cosa fare in futuro – ha osservato il presidente Renato Perrini, aprendo l’audizione di due dirigenti regionali impegnati nel settore. “La nostra attività – ha aggiunto Perrini – è in continuità con l’impegno della commissione speciale della scorsa legislatura, che ha operato intensamente, presieduta da Rosa Barone”. La Puglia sottoscriverà per prima, a breve, il protocollo “Liberi di scegliere”.

La Giunta regionale pugliese ha adottato il piano triennale di prevenzione della criminalità e quello per le migrazioni e la lotta al caporalato, nel quadro di una politica di prevenzione e contrasto non repressivo della criminalità organizzata. Il segretario generale della Presidenza, Roberto Venneri, ha fatto il punto sullo stato di attuazione delle leggi regionali. Sono previsti finanziamenti a progetti di antimafia sociale nella società civile, forme di sostegno a cittadini e imprese vittime di estorsioni e del racket. L’urgenza di contrastare il fenomeno dell’usura si è resa ancora più stringente per le ricadute della pandemia da Covid sulle famiglie più deboli ed esposte al rischio.

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