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Partito Comunista Puglia su depuratori e spreco d’acqua

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Compare in questi giorni sulla stampa locale leccese una notizia che, anche se di nuovo non ha assolutamente nulla, periodicamente, specialmente nei periodi estivi, si riaffaccia sulle pagine dei quotidiani: il problema depuratori.

Tra le righe di un articolo che riconosce alla regione Puglia di aver dato una decisiva “spinta …per il riuso dei reflui depurati e l’abbattimento degli scarichi”, si fa riferimento ad una parte dei fondi del Pnnr (880 milioni di cui il 40% destinati al Sud) per “potenziare e adeguare le piattaforme depurative della Puglia e del Salento…per il recupero integrale delle acque reflue affinate” e così ovviare ai soliti inconvenienti estivi dovuti all’inadeguatezza degli impianti esistenti a reggere i flussi di turisti che l’estate si riversano in Puglia.

Ora più che constatare le problematiche che ogni anno si ripresentano puntuali durante la bella stagione, ci interessa puntare la lente di ingrandimento su ciò che ha fatto finora la regione Puglia per superare tali criticità.

Vogliamo rimarcare come con Deliberazione della Giunta Regionale n. 2083 del 21 dicembre 2016 (pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 3 del 10/01/2017) vengono pubblicati gli atti conclusivi nonché la graduatoria dei primi 10 progetti ammessi alla Procedura pubblica 2225/2016 DGR n. 388/2016 – POR PUGLIA 2014-2020. Misura 6.4.3 avente per oggetto “Infrastrutture per il pretrattamento, stoccaggio e riutilizzo delle acque reflue depurate”, per un importo complessivo di euro 22.529.743,16.

A questi, con Deliberazione della giunta regionale della Puglia n. 567 del 5 aprile 2018 sono stati ammessi a finanziamento altri 7 progetti per un impegno di spesa ulteriore di euro 52.009.750,62 che porta il totale degli stanziamenti a euro 72.233.28,47, pari al 21% circa dei fondi disponibili dal Pnnr a tutto il Sud.

Ora ci chiediamo e chiediamo pubblicamente al Governatore della Puglia Michele Emiliano a che punto sono questi progetti e a che stadio di utilizzo sono i soldi per POR 2014-2020 stanziati per tali lavori. Ce lo chiediamo perché se ogni estate si ripetono le problematiche relative al cattivo dimensionamento e funzionamento dei depuratori, unitamente ai problemi legati alla mancanza di acqua per l’irrigamento agricolo nei periodi di siccità che distruggono o riducono ai minimi termini il duro lavoro degli agricoltori, allora vuol dire che le priorità della regione Puglia sono altre.

E questo dubbio diventa sempre più reale quando vediamo migliaia di euro pubblici spesi per la costruzione di condotte per il riversamento a mare delle acque depurate dei depuratori nostrani.

Ed è proprio a causa di questa “confusione programmatica e gestionale” che chiediamo conto di quale sia la linea politica ufficiale della regione Puglia su questa questione: quella di gettare un bene prezioso e non infinito come l’acqua invece di riutilizzare quella affinata per l’irrigazione agricola, oppure quella di investire su una seria politica di rigenerazione ed ammodernamento pubblico dei depuratori esistenti affinchè neanche una goccia dell’oro azzurro vada sprecato e gettato via?

In attesa di tale risposta ribadiamo la nostra posizione: da anni, nelle lotte che ci hanno visti protagonisti sui territori (come quella per il depuratore di Carovigno e contro lo sversamento dei suoi reflui nel canale Reale di Torre Guaceto) affermiamo con forza la necessità del riutilizzo delle acque reflue affinate dei depuratori per l’agricoltura come bene di tutti e non come regalia a pochi eletti, gridando un secco no contro la dispersione delle stesse in alto mare.

La segreteria regionale del

Partito Comunista

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