Due Papi e un libro

Due papi nello stesso momento e nella stessa città non è cosa frequente. Se poi scrivono un libro quasi assieme è veramente cosa unica. Infatti, ci si potrebbe chiedere, se la pensano allo stesso modo perché il secondo ha preso il posto del primo?

Ma l’argomento del libro “La vera Europa” è quanto mai pertinente ed attuale. Non sfugge a nessuno che le classi politiche di tutto il mondo sono molto al di sotto delle sfide che i tempi attuali pongono. E questo accade proprio per la carenza di una cultura che sappia rispondere alle questioni poste dall’economia, dalla tecnologia, dall’ambiente solo per citare le più stringenti. Di fatto si procede a tentoni seguendo e non anticipando le pulsioni -anche le più basse- che emergono dalla base; senza un senso. Il senso deve darlo chi pensa; e chi meglio di due Papi?

Molto significativa è la questione della sessualità disgiunta dalla procreazione da cui prende le mosse la riflessione della prevalenza della scelta umana rispetto a tutto. Si fa un bambino quando la coppia lo vuole e non lo si riceve come un dono ma come il frutto della propria decisione. Cosa che è di generale convincimento. Ma la domanda è: se financo la vita è decisa dall’uomo (anche nel momento della sua fine) il centro di tutto è l’uomo e non Dio.

Questo per le due Santità del mondo cattolico è una delle peggiori bestemmie. E lo è anche in senso laico e senza alcun dubbio.

Infatti (per lasciare terminologie teologiche e scendere nel più comprensibile concreto) lo sviluppo della tecnologia oltre ogni ragionevolezza ha azzerato ogni certezza precedente offrendo a pochi individui la possibilità di influenzare il destino di tutti senza neanche doverlo dire! I disastri prodotti dalla energia nucleare e dalla plastica, come dall’amianto e dal motore a scoppio, come da ogni altra invenzione mettono in incontestabile evidenza quanto ingovernabile sia il potere creato dalle invenzioni. Nel campo della politica e della economia poi l’informazione manipolata azzera ogni velleità di libertà e democrazia portando ogni stato e i raggruppamenti di stati -come è l’Europa- in una condizione di dittatura inevitabile che non ha un senso se non per i nuovi dictator. L’accorato grido delle due nostre Santità visibilmente ispirate da un comune afflato è -nei fatti- la sostanza della generalissima angoscia che attanaglia anche gli stessi beneficiari della attuale fase. Che senso ha accumulare somme faraoniche di soldi appena stampati e quindi falsi? Che senso ha meccanizzare e robotizzare licenziando e preparando una bomba sociale ingovernabile che danneggerà anche le grandi corporations? Come si potrà contrastare il riscaldamento globale se ogni volta che accendiamo la nostra auto riscaldiamo di un grado un metro cubo di aria al secondo? E comunque l’intento consumeristico non giustifica neanche in parte lo scempio mentale, fisico e ambientale che stiamo perpetrando.

Quindi il pensiero dei due Papi per come lo leggiamo noi, è esattamente quello che la gente attendeva: la onnipotenza tecnologica dell’uomo si sta rivelando un disastro e manca -non solo sotto il profilo ambientale- un senso compiuto in tutto questo. E sta preparando un ulteriore ancor peggiore futuro; prima o oltre al preziosissimo dialogo tra religioni serve attualizzare il messaggio cristiano perché possa interpretare l’imprevedibile presente proiettandosi nel futuro.

Per il bene di tutti, anche di quelli che non sono ancora nati.

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