La denuncia di Stop5G: i tempi lunghi della PA sono arma di negazione dei diritti dei cittadini

L’efficienza della Pubblica amministrazione si misura anche da quanto tempo impiega per rispondere alla richiesta di un cittadino. Ne è convinto Giancarlo Vincitorio, referente per la Puglia di Alleanza Italiana Stop 5G, che indica come esempio negativo emblematico la propria esperienza con il Comune di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia.

“In rappresentanza della mia associazione – dichiara Vincitorio – ho fatto richiesta di accesso a tutti gli atti riguardanti un traliccio posizionato a poche decine di metri da una scuola con potenti antenne di impianti di telefonia. La prima mia richiesta è stata fatta in data 24 marzo 2021 e il Comune mi ha risposto con una lettera del 3 settembre per poi accorgersi che, essendo lacunosa, doveva essere integrata con altra documentazione il 15 settembre. Tralascio ogni considerazione sul contenuto della risposta, che valuto comunque sempre carente, e mi soffermo invece sui tempi consumati dal Comune di San Giovanni Rotondo per adempiere ad un suo dovere: ha risposto ad una richiesta dopo quasi 6 mesi. Tralascio anche ogni ragionamento del tipo se questi tempi sono quelli consentiti dalla Legge perché è evidente che, nel caso specifico, l’obbligo della risposta doveva essere adempiuto in poche settimane e non invece in mesi come purtroppo è accaduto. Non transigo però su due aspetti: l’approccio dell’Amministrazione comunale al problema e il dispregio del diritto dei cittadini di verificare l’operato dei propri amministratori”.

Vincitorio, che di battaglie in Puglia contro il 5G ne ha fatte tante, sia avendo i sindaci a volte a favore ma più frequentemente contro, afferma che i tempi di risposta degli uffici pubblici possono essere in alcuni casi “un’arma di dissuasione contro il dovere della trasparenza della pubblica amministrazione”. Vincitorio fa anche degli esempi concreti: “si pensi ad una sentenza giudiziaria a 15 anni dall’avvio processuale e chiediamoci se rende davvero giustizia a chi ne aveva diritto. Nel caso della scuola di San Giovanni Rotondo chiediamoci se sia stato giusto che il sindaco Crisetti non abbia risposto in tempi brevi alla nostra richiesta. Comportandosi così ipotizzo che abbia negato un diritto non solo alla mia Associazione ma anche a tutti i cittadini di San Giovanni Rotondo di sapere quali erano sei mesi fa i valori di inquinamento causato dai campi elettromagnetici nell’istituto comprensivo Dante-Galiani che, in attività, è frequentato mediamente da duemila personale al giorno. Crisetti su questo problema ha dato l’impressione, inoltre, di non volerne parlare mentre noi proponevamo un dibattito pubblico in consiglio comunale riunito in seduta monotematica. I fatti dimostrano che questo argomento spinoso è stato liquidato frettolosamente in dieci minuti con un’interrogazione consiliare e risposta di un assessore.”

La conclusione di Vincitorio è amara: “E’ difficile fare battaglie avendo netta la sensazione di diffidenza o di ostilità dei governanti. Comunque a tutte le famiglie degli studenti di quella scuola di San Giovanni Rotondo e a tutti gli altri cittadini facciamo sapere che la battaglia contro quel traliccio e contro tutte le fonti di inquinamento elettromagnetico continua con uguale convinzione e determinazione nonostante la tardiva e incompleta risposta che ci ha dato il sindaco Crisetti per il tramite dei suoi dipendenti comunali”.

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