Scuola, studenti e sindacati scendono in piazza: «No al doppio turno»

Il mondo della scuola si mobilita, a pochi giorni dall’inizio ufficiale delle lezioni previsto per il 20 settembre. Questa mattina, in piazza Libertà ai piedi della Prefettura di Bari, hanno manifestato le sigle confederali Flc Cgil, Uil Scuola e Cisl Scuola, oltre ai sindacati Snals Confsal e Gilda degli insegnanti, per un sit-in a cui si sono uniti anche gli studenti di diversi istituti baresi.

I sindacati alzano la voce contro la decisione del prefetto Antonella Bellomo, che per le scuole superiori di Bari e provincia ha previsto il doppio turno d’ingresso: il 75% degli studenti entrerà alle 8, il restante 25% alle 9:40. Il tutto per contenere il rischio assembramenti sui mezzi pubblici.

Una decisione ribadita anche ieri nel vertice con i dirigenti scolastici, seppure dalla Prefettura ribadiscono che la scelta non escluderebbe, per il futuro, «una verifica e una rimodulazione anche in relazione ai singoli casi». Orientativamente, ci si è dati tempo fino al 10 ottobre per valutare la situazione.

Ma per i sindacati il vero problema è rappresentato dal sistema dei trasporti: «Su questo non arretreremo di un millimetro – ha detto Gianni Verga, segretario generale Uil Scuola Puglia. Ci avevano rassicurati che il sistema dei trasporti era sotto controllo, ma in realtà così non è stato perché – a pochi giorni dal suono della prima campanella -, scopriamo che soltanto in provincia di Bari, a differenza delle altre province pugliesi, si viaggerà a doppio turno, con una flessibilità oraria di ben 100 minuti. Questo non accadrà né in provincia di Napoli, né nel Lazio».

Al momento, dopo le conferme dalle aziende di trasporti «diventa difficile correre ai ripari: per noi l’unica soluzione è aumentare il numero dei mezzi di trasporto – ha aggiunto Verga – ma la complessità della città metropolitana la si conosceva da tempo e l’assessorato ai trasporti regionale su questo ha fallito».

Per il segretario provinciale della Snals Confsal, Vito Masciale, il sit-in di oggi è una tristezza perché rappresenta «Una sconfitta delle istituzioni locali. Avremmo potuto discuterne nei mesi estivi per organizzare la scuola in presenza, per questo contesto l’assenza e l’inefficienza delle istituzioni locali in questo momento, perché sono stati miopi verso le istituzioni scolastiche. Non è possibile che lo scaglionamento possa risolvere il problema pandemico, perché questo dà diritto alla presenza, ma non allo studio».

Non mancano nemmeno le lamentele degli studenti a tal proposito: “Noi abbiamo mandato una lettera al Prefetto perché entrare un’ora e 40 dopo, significa uscire un’ora e 40 dopo – ha detto la rappresentante d’istituto del liceo “Socrate” di Bari. Non possiamo pranzare perché non abbiamo spazi da utilizzare per via del covid, ci sono scuole, come istituti tecnici e professionali, che finirebbero alle 20 e questo impatterebbe sulla vita scolastica e sulla vita personale: non si potrebbero più coltivare hobby e gli studenti con disabilità che hanno bisogno di assistenza specialistica dovrebbero spostare i loro orari o trovare altre soluzioni».

A margine della manifestazione, un gruppo di sindacalisti è stato ricevuto dal prefetto Bellomo: «La delegazione che è stata ricevuta ha le idee chiare – ha aggiunto Roberto Calienno, segretario generale della Cisl Scuola Puglia. C’è bisogno del turno unico perché dal punto di vista organizzativo è impensabile gestire la scuola in questo modo; dal punto di vista dell’offerta formativa la situazione è ancora peggiore: il rischio è di aumentare ulteriormente la dispersione scolastica, perché si crea un disservizio in quanto i ragazzi torneranno a casa anche alle 18. Se questa è la qualità dell’offerta formativa dopo 2 anni di didattica a distanza, allora siamo preoccupati».

Per Calienno si tratta di «un provvedimento che se non viene ritirato va a minare il principio costituzionale dell’autonomia scolastica delle singole scuole che devono agire nel miglior modo possibile, tenendo conto di quelle che sono le esigenze di studenti e famiglie».

Più ottimista il commento del segretario generale Cgil Scuola Bari, Ezio Falco: «Ci conforta il fatto che il prefetto di Taranto nella giornata di ieri abbia ritirato il provvedimento analogo a quello di Bari, segno evidente che si sta prendendo coscienza del fatto che i problemi creati da questo tipo di provvedimenti, quindi l’istituzione dei doppi turni, sono problemi maggiori a quelli che si risolvono».

Vito Carlo Castellana, coordinatore provinciale Gilda insegnanti, attacca: «Questa organizzazione dei doppi turni sa di presa in giro, perché in classe i ragazzi saranno sempre più di 30. Abbiamo gli stessi organici dalla legge Gelmini, e questa pandemia ha messo in evidenza le carenze della scuola: aule vetuste, personale risicato e varie riforme che in realtà hanno solo complicato le cose. Il treno delle 9 è comunque affollatissimo, quindi spostando l’orario non si è risolto nulla, anzi chi esce più tardi si unirà sui mezzi a chi esce dagli uffici. L’unica iniziativa che il prefetto doveva prendere era segnalare al governo che le strutture scolastiche pugliesi e della provincia di Bari non sono adeguate».

 

 

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