«Il seminatore uscì a seminare il suo seme», il caffè spirituale di mons. Savino

CAFFÈ SPIRITUALE
SABATO, 18 SETTEMBRE 2021
SABATO DELLA XXIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO DISPARI)
– San Roberto Bellarmino
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«Dona pace, o Signore, a quanti in te confidano;
i tuoi profeti siano trovati degni di fede.
Ascolta la preghiera dei tuoi servi e del tuo popolo, Israele.» (Cf. Sir 36,15-16)

✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

VANGELO
Il seme caduto sul terreno buono sono coloro che custodiscono la Parola e producono frutto con perseveranza.
✠ Dal Vangelo secondo Luca
(Lc 8,4-15).
In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché
vedendo non vedano
e ascoltando non comprendano.
Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.

MEDITAZIONE
San Teodoro Studita (759-826)
monaco a Costantinopoli
Omelia 2 per la Natività della Vergine Maria, 4, 7: PG 96, 683-686, 690 D, 695 D

« Infine il seme è caduto sulla terra buona »

Sembra rivolversi a Maria il beato profeta Gioele quando esclama: « Non temere, terra, ma rallegrati e gioisci, poiché cose grandi ha fatto il Signore » (Gl 2, 21). Infatti Maria è una terra: quella terra sulla quale l’uomo di Dio Mosè ha ricevuto l’ordine di togliere il sandalo (Es 3, 5), immagine della Legge il cui posto sarebbe stato preso dalla grazia. È quella terra sulla quale, nello Spirito, si è stabilito colui di cui cantiamo che « ha fondato la terra sulle sue basi » (Sal 103, 5). È una terra dalla quale sboccia, pur senza esser stata inseminata, un frutto che dà il cibo ad ogni vivente (Sal 135, 25). Una terra nella quale non è mai cresciuta la spina del peccato: proprio al contrario, essa ha dato alla luce colui che ha estirpato il peccato alle radici. Una terra infine, non maledetta come la prima, che produceva spine e cardi (Gen 3, 18), bensì sulla quale riposa la benedizione del Signore, e che porta nel suo grembo un « frutto benedetto » come dice la parola sacra (Lc 1, 42). (…)
Rallegrati, Maria, dimora del Signore, terra che Dio ha calcato con i propri passi. (…) Rallegrati, paradiso più bello del giardino di Eden, in cui è germogliata ogni virtù ed è cresciuto l’albero di Vita.

PADRE NOSTRO…

ORAZIONE
O Dio, creatore e Signore dell’universo,
volgi a noi il tuo sguardo,
e fa’ che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio
per sperimentare la potenza della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

✠ Il Signore ci benedica…

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