Green pass e profili repressivi: giovedì 23 settembre dibattito al “Di Cagno Abbrescia”, in occasione della presentazione dell’Ideale Bari

“Oggi per gli ultrà, domani in tutta la città”. All’epoca dell’approvazione della famigerata tessera del tifoso, ormai più di un decennio fa, questo era uno dei leitmotiv con i quali le tifoserie calcistiche organizzate di tutta Italia si opponevano al disegno governativo di schedare, di fatto, gli appassionati, impedendo l’accesso alle manifestazioni sportive a chiunque fosse stato condannato, nei cinque anni precedenti alla direttiva del Ministero dell’Interno, anche solo in primo grado, per reati da stadio, o avesse mai subito un Daspo, anche in epoca pregressa all’entrata in vigore del provvedimento, nel 2009.

Le proteste contro questo supposto strumento di fidelizzazione, visto come liberticida ed incostituzionale, sono durate per anni, portando allo scioglimento di numerosi gruppi ultras nell’intera Penisola. Un diverso percorso hanno fatto, invece, i supporter dell’Ideale Bari, squadra oggi in Prima Categoria, ma partita esattamente una decade addietro, con l’iscrizione al campionato Uisp.

Questi tifosi, una volta accaniti sostenitori del Bari, hanno scelto di abbandonare gli spalti del S. Nicola per non essere costretti a sottoscrivere la tanto odiata tessera. E giovedì prossimo, 23 settembre, alle 20, si apprestano a presentare la compagine che porterà sul campo i loro colori, rigorosamente biancorossi, anche quest’anno.

Nel medesimo luogo, presso il centro sportivo “Di Cagno Abbrescia” di Corso Alcide De Gasperi 320, si terrà subito dopo la presentazione un acceso dibattito sul tema “Green Pass e profili repressivi”. Il paragone tra quanto successo in passato, alle tifoserie, e quel che accade oggi, con la materiale impossibilità di recarsi al lavoro e la perdita della retribuzione per chi non si vaccina, non pare proprio campato per aria.

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