Scuola, domani si parte ma è ancora scontro sui doppi turni. I sindacati: «Agitazione continua»

Domani, lunedì 20 settembre, è il “d-day” dell’inizio ufficiale della scuola in Puglia, ma per gli istituti superiori di Bari e provincia ancora non c’è pace. Le scuole secondarie di secondo grado della città metropolitana saranno le uniche di tutta la Puglia a dover osservare il doppio turno d’ingresso: il 75% degli studenti entrerà alle 8, il restante 25% alle 9:40. Il tutto in considerazione del fatto che i mezzi di trasporto viaggiano all’80% della capacità.

È quanto stabilito dal prefetto di Bari, Antonella Bellomo, e ribadito tanto ai presidi quanto ai sindacati, che venerdì 17 settembre sono scesi in piazza per protestare contro una soluzione che proprio non convince docenti e studenti.

I presidi: «Bari unica provincia pugliese con doppi turni a scuola»

«Abbiamo fatto presente al prefetto – scrive Roberto Romito, presidente di Anp Puglia – come da tempo il problema si sia arenato sulla grande rigidità mostrata dal sistema dei trasporti e che la soluzione trovata a Bari dia invece per scontata l’inesauribile flessibilità del sistema scolastico e delle famiglie degli studenti che se ne avvalgono. Abbiamo inoltre lamentato, come già in passato, il fatto che dopo più di un anno di dibattiti, leggi, decreti, delibere e robuste iniezioni di risorse nel sistema dei trasporti (da ultimi, i 680 milioni di euro del decreto “sostegni-bis e la possibilità di ricorrere a mezzi aggiuntivi nella disponibilità di aziende private, prevista dallo stesso decreto) poteva sicuramente farsi di più e meglio. Nelle altre province, infatti, ciò è avvenuto».

Dalla prefettura, tuttavia, hanno preso tempo: «Il prefetto ha ribadito che le motivazioni che sottendono all’adozione del documento operativo sono da ricondurre, principalmente, ad un atto di prudenza sanitaria ed a scongiurare possibili rischi di diffusione del contagio del Covid-19 – si legge in una nota diramata dopo l’incontro con i sindacati di venerdì. Le misure contenute tengono conto della realtà dell’area metropolitana ove risiedono oltre 1.200.000 abitanti concentrati in comuni di medie e grandi dimensioni. La finalità da perseguire è quella di garantire a tutti gli studenti, ma anche ai cittadini, di muoversi in condizioni di sicurezza».

Insomma, dall’ufficio di governo promettono che la soluzione dello scaglionamento di 100 minuti non è definitiva, ma potrà essere rivista in corso d’opera. Orientativamente, verso il 10 ottobre il tavolo interistituzionale si riaggiornerà per valutare l’impatto delle prime settimane di scuola sugli sviluppi della pandemia.

I sindacati della scuola: «Non ci fermeremo»

I sindacati, però, non arretrano di un centimetro. In un comunicato diramato dalle segreterie regionali e provinciali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Federazione Gilda Unams, si legge che «lo stato di agitazione dell’intera categoria non si arresterà sino a quando, per la città metropolitana di Bari, non verrà condivisa una soluzione che rispetti le esigenze delle scuole, delle famiglie e degli alunni e che sia una vera alternativa ai doppi turni con 100 minuti di slittamento degli ingressi a scuola».

Le sigle sindacali firmatarie del documento specificano di aver «inviato, come da intese raggiunte nella riunione tenutasi a margine del sit-in di protesta del 17 settembre, la richiesta di allargamento al prefetto di Bari del tavolo regionale sulla ripartenza, già convocato per martedì 21 settembre o, in ogni caso, di una riunione cui partecipino tutti gli attori coinvolti».

La posizione del Pd: «Vicini al mondo della scuola. Serve soluzione alternativa»

In attesa di sviluppi, la questione è arrivata anche a richiamare l’attenzione della politica. Marco Lacarra, segretario del Pd Puglia, in una nota prende posizione: «Chiediamo al prefetto di Bari una valutazione più approfondita su questo tema. Invitiamo al contempo il governo regionale a istituire subito un tavolo tecnico al fine di stimare e proporre soluzioni alternative per i trasporti, in modo che questo anno scolastico possa cominciare al meglio. I nostri giovani, i docenti, il personale Ata, i dirigenti hanno bisogno di ritrovare la serenità per andare avanti e anche recuperare il tempo perduto».

Il Partito democratico pugliese specifica di essere «vicino al mondo della scuola» e «consapevole delle complicazioni che deriveranno dall’ordinanza del prefetto di Bari che impone uno scaglionamento orario degli ingressi nelle scuole superiori di secondo grado della città metropolitana di Bari al fine di non caricare eccessivamente le linee di trasporto gravate dalla riduzione all’80% della loro capienza per fronteggiare il rischio di contagio da Covid-19. Questo avrà notevoli ripercussioni sull’organizzazione della vita scolastica. Nessuna certezza peraltro è garantita dalle aziende di trasporto per quanto riguarda l’offerta relativa alle corse di rientro, mentre è certo un notevole investimento economico per il raddoppio di tutte le linee di prima mattina. Un numero considerevole di studenti, a seguito di questa decisione, sarà costretto a rinunciare a tante attività che integrano la loro crescita (sportive, culturali, associative ecc.); molti docenti saranno costretti a permanere a scuola dalle 8 alle 16 ininterrottamente; ci saranno studenti che dovranno saltare il pranzo e famiglie che dovranno stravolgere la propria organizzazione».

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