A Catania vittoria che sa di prova di forza. Il Bari è Simeri, ma non solo

La prima prova del nove è stata superata, adesso bisogna andare avanti essendo consapevoli dei propri mezzi ed avendo fiducia nel percorso che è stato intrapreso.

Dopo le prime settimane di sofferenza, in casa Bari si inizia ad intravedere la luce sul lavoro portato avanti da mister Mignani: un tecnico che sa essere schietto quando si vince e quando si perde, pronto a badare al sodo. Dalla partita di Coppa Italia persa contro la Fidelis Andria ad oggi di miglioramenti ce ne sono stati: sul piano qualitativo – grazie anche al mercato – su quello della condizione fisica e delle idee di gioco. Rivalutando inoltre calciatori che non sempre hanno goduto della simpatia altrui.

Uno su tutti Simone Simeri: l’attaccante napoletano, coi fatti, sta ricordando a tutti di che tempra è fatto. L’ex Juve Stabia non è solo corsa e lavoro sporco, sa fare (e bene) anche gol: l’incornata di testa del ‘Massimino’ segue quella col Picerno, ma brilla maggiormente di luce propria. Questo perché unisce senso della posizione, caparbietà, forza di volontà. Di una squadra che non molla finché non arriva il fischio finale. Ma pensare che il Bari sia soltanto lui sarebbe errato: è anche nella qualità di Botta che sa rifinire assist ottimi, nell’esperienza di Di Cesare, nelle parate di Frattali e nell’impatto ottimo di Terranova: della sua personalità ce ne era davvero bisogno. Cosi arriva il primo posto: vedremo se da soli o in coabitazione col Monopoli o se, i biancoverdi, dovessero riuscire ancora a vincere contro l’Avellino.

In ogni caso il segnale è stato lanciato: bisogna proseguire su questa strada. Perché vittorie come questa su un campo come questo (storicamente difficile, appena 4 vittorie prima di ieri) sono segnali che vanno colti al volo. E sfruttati.

Domenico Brandonisio

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