Agricoltura. Coldiretti Puglia: in dieci anni è scomparso un campo su cinque di grano

Coldiretti Puglia non ha dubbi: “per contrastare l’aumento dei prezzi della pasta è necessario predisporre una adeguata programmazione relativa alla produzione di grano”. Soprattutto alla luce delle importazioni che in Italia raggiungono il 40%.

“La domanda di grano 100% Made in Italy si scontra con anni di disattenzione e abbandono che nell’ultimo decennio hanno portato alla scomparsa di 1 campo su 5 dopo con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati con effetti dirompenti sull’economia, sull’occupazione e sull’ambiente, dalla concorrenza sleale delle importazioni dall’estero soprattutto da aree del pianeta che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale in vigore nel nostro Paese”, dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. Per fermare le speculazioni e garantire la disponibilità del grano e degli altri prodotti agricoli, sottolinea l’associazione, occorre lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali.

“Le migliori varietà di grano duro selezionate, da Emilio Lepido a Furio Camillo, da Marco Aurelio a Massimo Meridio fino al Panoramix e al grano Maiorca, sono coltivate dagli agricoltori sul territorio pugliese che produce – aggiunge il presidente Muraglia – più di 1/4 di tutto il frumento duro italiano”. In questo contesto, sottolinea la Coldiretti regionale, un segnale importante viene dal moltiplicarsi di marchi di pasta che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato, impensabile fino a pochi anni fa. Ci sono quindi le condizioni per rispondere alle domanda di italianità dei consumatori e investire sull’agricoltura.

Promo