Violenza domestica, la Questura di Bari aderisce al protocollo d’intesa

Nel 2009 veniva introdotta una misura che prevedeva il percorso di “rieducazione” del destinatario dell’ammonimento del questore, nei confronti di responsabili di atti persecutori, come strumento di tutela a disposizione della persona offesa, alternativo alla querela ed esteso nel 2013 alle vittime di violenza domestica.

Misura che può essere adottata sulla base di una segnalazione fatta da medici del pronto soccorso, personale di polizia giudiziaria, vicini di casa, familiari.

Per rendere operativa questa misura la Questura di Bari ha aderito al “Protocollo di intesa in materia di atti persecutori e violenza domestica”, siglato a Bari tra Polizia e Centro Italiano per la Promozione della Mediazione (Cipm) della Puglia.

In sostanza il Questore oltre ad informare la vittima sulla presenza dei centri antiviolenza mettendola in contatto con loro, mette al corrente l’ammonito della possibilità di sottoporsi ad un programma di prevenzione, organizzato dai servizi socio-assistenziali del territorio.

Si cerca così, attraverso un colloquio, di favorire un momento di empatia col “persecutore” o “maltrattante”, azione che è meno devastante di quando si procede direttamente al “contrasto” del reato.

Ester Spadavecchia

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