Cinema: regista pugliese, sale Sud penalizzate su proiezioni

“A quanto pare anche il buon cinema si è fermato a Roma. So che molte sale sono ancora chiuse e che quelle che hanno riaperto non stanno attraversando un periodo d’oro. Però c’è una domanda che mi frulla nel cervello: davvero in città di cultura come Napoli, Bari o Palermo non esiste un pubblico, per quanto ristretto, per un film” come ‘”Drive my car’, uscito, sì, ma non nel Sud dell’Italia?”.

E’ un passaggio della lettera aperta, sul ruolo della distribuzione nel nostro Paese, scritta dal regista tarantino Danilo Caputo (il suo ultimo film “Semina il vento”, distribuito da I Wonder Pictures, è stato presentato alla penultima edizione del Festival di Berlino). La missiva è rivolta ad Andrea Romeo, distributore cinematografico, fondatore e general manager di ‘I Wonder Pictures, nonché a capo della commissione di studio voluta dall’Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Digitali). “Perché non incentivare i nostri esercenti a seguire il modello adottato altrove in Europa – chiede Caputo – in cui i film più ‘difficili’ dividono una sala con altri film, moltiplicando l’offerta e quindi attirando un pubblico più ampio?”.

“Da distributore – chiede ancora – non ti fa arrabbiare l’idea che alcuni dei tuoi titoli piùforti (penso allo sbalorditivo ‘Monos’) siano usciti solo in poche città e che nel resto del Paese non siano riusciti nemmeno a strappare una proiezione pomeridiana per cinefili?”. “Non trovi – conclude il regista pugliese – che in un tempo di vertiginosa crescita dell’offerta online, questa consuetudine di ‘1 sala=1 film’ non faccia altro che allontanare ulteriormente gli spettatori dai cinema?”.

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