Bariseranews.it – Oltre la notizia

Salute. Contro l’HIV, arriva in Puglia la campagna #Facciamolo tutti

183 Visite

Il nome scelto per la campagna di sensibilizzazione e prevenzione dall’infezione da Hiv è un hashtag: #facciamolotutti, che intende spingere i più giovani a sottoporsi al test che accerta la sieropositività.

“È una campagna pensata per i giovani e fatta dai giovani perché troppo spesso si informano su fonti non ufficiali o si confrontano con i loro coetanei da cui apprendono nozioni non sempre corrette”, spiega Giovanni Gorgoni direttore dell’Aress Puglia a margine della presentazione del progetto a Bari. Otto video, otto contributi che nei volti e nelle parole di Giada, Loena, Mario e Gianluigi – che hanno tra i 15 e i 19 anni – raccontano cos’è l’Hiv, che tipo di malattia comporta, come si contrae, come la si diagnostica e cura. In Puglia ci sono 162 casi di infezione da Hiv che riguardano persone di età compresa tra i 16 e i 24 anni “e sono i più a rischio perché cercano notizie in rete incappando anche in fake news”, dice Nick Difino, ideatore della campagna costruita su un forum che ha coinvolto studenti delle scuole superiori target a cui gli spot si rivolgono. “Ci aspettiamo – continua Difino – che siano proprio i ragazzi a far viaggiare i video sui canali social e con i mezzi più congeniali ai giovani per diffondere in maniera capillare informazioni e conoscenza”.

“I dati 2021 sulla sorveglianza delle nuove diagnosi da infezione da Hiv e Aids relativi alla Puglia mostrano una riduzione delle notifiche pari al 60% rispetto agli anni scorsi e a causarla è stata la pandemia da coronavirus perché chi doveva segnalare le nuove diagnosi era impegnato sul fronte della epidemia sia perché il lockdown ha reso difficile i percorsi ai setting assistenziali e le persone non hanno potuto effettuare i test”, dichiara Maria Chironna del ipartimento di Scienze biomediche e oncologia umana dell’Università degli Studi di Bari – sistema di sorveglianza Hiv/Aids – Oer Puglia sottolineando che “nei prossimi anni assisteremo a una situazione epidemiologica nuova”.

Resta essenziale la diagnosi precoce perché chi scopre di essere sieropositivo può avere “accesso alle terapie che danno una aspettativa di vita sovrapponibile a chi è sieronegativo – aggiunge Chironna – Pur non avendo un vaccino contro questa infezione abbiamo terapie che permettono di vivere una vita normale”. “Fate il test – conclude Gianluigi, 15 anni – perché è l’unico modo per evitare problemi gravi”.

Promo