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Dall’accusa di concussione all’assoluzione: la storia di un militare della Guardia di Finanza

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Ribaltone clamoroso in sede di giustizia per due militari che, in passato, erano in servizio presso la Guardia di Finanza di Bari. In particolare uno di loro, difeso dall’avvocato La Scala, è stato completamente scagionato dalle accuse iniziali

I fatti. Correva l’anno 2014: I 2 militari in questione furono arrestati in flagranza per aver ricevuto 800 euro da una signora nel corso di un controllo a seguito di mancata registrazione di un contratto di locazione. A seguito di tale arresto, le indagini coordinate dall’allora pm Eugenia Pontassuglia accertavano che i 2 militari avrebbero fatto la stessa cosa in altri 8 casi. A seguito dell’arresto in flagranza i 2 venivano così tradotti al carcere militare di santa Maria Capua Vetere ma dopo 48 ore il gip riteneva non sussistere la concussione, bensì l’induzione indebita e disponeva la sostituzione del carcere con i domiciliari. Dopo la sentenza di primo grado il tribunale collegiale di Bari, ritenendo non sussistere neanche il reato di induzione, condannava uno di questi imputati a un anno per soli due capi di imputazione ma per truffa, l’altro a 4 anni e 6 mesi per ben 6 capi d’imputazione.
Lo sviluppo finale è invece decisamente fresco. Ieri, la Corte d’appello di Bari ha assolto i 2 imputati dal capo A e pertanto al primo imputato è rimasta una condanna a 8 mesi pena sospesa per un solo episodio di tentata truffa, mentre al secondo è rimasta condanna a 4 anni per 5 episodi.

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