Puglia. Radiazioni ionizzanti, Amati: «Non in linea con la Direttiva Europea»

“In alcuni reparti di radiologia abbiamo i macchinari, per esempio acceleratori lineari, ma non possono funzionare per mancanza di autorizzazione. E tutto questo perché sul fronte della tutela dalle radiazioni ionizzanti, la normativa regionale non si e’ ancora adeguata alle legislazioni europea ed italiana. Per questo ho depositato una proposta di legge”. Lo dichiara il presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia, Fabiano Amati.

“La Direttiva Euratom del 2013 che abroga le precedenti prevede in particolare che il responsabile della sorveglianza sanitaria possa richiedere che la sorveglianza prosegua anche dopo l’esposizione, per il periodo di tempo che ritiene necessario per proteggere la salute del lavoratore, e inoltre che informi il lavoratore stesso riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa come avviene già oggi per l’esposizione all’amianto. Prevede anche limiti più stringenti per la radioattività naturale ed in particolare del Radon.

Per quel che concerne l’aspetto delle competenze legislative regionali, in Puglia si riferisce al processo di autorizzazione all’utilizzo di apparecchiature radiologiche nei presidi ospedalieri, che allo stato sono già disponibili e probabilmente utilizzate senza autorizzazione. Inoltre – prosegue Amati – nella proposta ho voluto incidere sul processo di snellimento delle procedure, ampliando anche la platea cui la norma è indirizzata alle attività comportanti esposizioni non solo a scopo medico, come nella previsione normativa vigente, ma anche a medico veterinario e di ricerca scientifica in vivo e in vitro svolte presso le strutture sanitarie”

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