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Nello studio artistico di Giulio Giancaspro (intervista)

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Oggi ci troviamo nello studio artistico di Giulio Giancaspro, pittore e grafico, autore di diverse opere esposte in svariati spazi pubblici e privati, italiani e stranieri.

1) Parlami delle tue origini.
– Sono nato nel 1983 come pittore astrattista e dopo pochi anni di studi personali da autodidatta, ho tralasciato la mia ricerca per rispondere alle richieste di una committenza abbastanza esigente.
Pian piano partendo da alcuni pittori del 900, molto vicini al mio modo di esprimere, sono andato a ritroso fino a toccare temi dell’arte classica, profani e religiosi. Ho realizzato ritratti a privati, diverse pale d’altare per chiese locali, pugliesi e venete. Tra le opere di grande dimensioni in ambito sacro, cito la Maxitela della Natività dipinta per la Chiesa di S.Domenico di Molfetta nel 1990, metri 6×10 e poi acquisita nel 1993 dal Santuario Madonna Pellegrina di Rovigo, detta Chiesa della Commenda. Dipingo nel 1992 anche scenografie per la commedia di Pirandello, “L’innesto” nel CineTeatro Odeon di Molfetta.

2) Mentre svolgevi questa attività su commissione, che cosa è avvenuto in te?
– Non posso negare che per fortuna il lavoro non mi mancava, ma nonostante i risultati positivi e incoraggianti, sentivo che una parte di me si stava allontanando dal mio obiettivo principale.
Dal 1995 mi dedico anche all’arte digitale e attraverso la grafica computerizzata provo a intraprendere una strada nuova e particolarmente insolita. Realizzo calendari, loghi, per imprese, allestisco vetrine di esercizi commerciali, negozi, uffici, e interni di bar, caffetterie, ristoranti, pizzerie. Mi affascina l’arte pop americana e inizio a dipingere usando non più l’olio, ma l’acrilico.

3) Per cui se non avessi avuto queste esperienze commerciali non avresti mai conosciuto la pop art?
– Esatto. Partendo da Warhol la mia pennellata cambia radicalmente e anche il mio modo di rappresentare la realtà. Da una pittura seria e riflessiva passo ad una più ironica e scanzonata. In questo periodo mi accorgo di avere tanto da raccontare e uso il linguaggio scritto su tela come mezzo di comunicazione. Parole o frammenti di loghi pubblicitari selezionati e composti con cura in modo da formare una frase, un pensiero, un’idea poetica insieme all’immagine di oggetti di uso comune o di prodotti commerciali più in voga, combinavo un messaggio che comunicava immediatamente il significato dell’opera e metteva a proprio agio il fruitore, sia che fosse il più impegnato, che il più semplice spettatore.

4) Ma come arrivi alla produzione di Arte in Stallo?
– Il processo pop va avanti per diversi anni e senza volerlo il cerchio si chiude con questa mia nuova produzione quasi naturalmente. Ritornando dal punto di partenza, nel 1987, al mio rientro in Italia dopo un soggiorno in Germania durato due anni, presentai in una mia personale chiamata “Reisebilder” (Immagini di viaggio) una limitata collezione di dipinti ad olio che rappresentavano situazioni simboliche, astratte e geometriche, una sintesi di curiosità, di sentimenti, di esperienze di vita vissuta in una terra straniera che avevano caratterizzato un momento importante della mia esistenza. Come ho già detto all’inizio, questa fase nel 1988 si blocca, non ha più un seguito, ma nel 2019 rivedendola a distanza di anni ancora ricca di motivi sempre attuali, vado a recuperarla e abbinandola al pensiero pop, automaticamente creo Arte in Stallo, una produzione di opere, uscita da uno stallo durato anni e che ritorna inconsapevolmente in un altro, non voluto da me, ma dall’avvento del Covid 19 con il suo lockdown.

5) Allora tutte le opere che sto fotografando e che sono esposte in questo studio sono quelle più recenti?
Si e non sono solo dipinti su tela. La produzione comporta oggetti d’arte e comprendono scatole, vassoi, piatti, bicchieri, tavolini, cassettiere e anche in stoffa: shopper, cuscini, mascherine, t-shirt, bags. Tante soluzioni diverse per ogni esigenza particolare. Arte in Stallo nel 2021 finalmente esce dalla sua inattività durata in questi ultimi anni.

Giulio Giancaspro ha all’attivo diverse mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Tra le più recenti ha partecipato alle ultime due edizioni del 2019 e 2021 di Kunst im Fluss (Arte sul fiume) nella città tedesca di Hersbruck (Norimberga) con opere di Arte in Stallo di grande spessore.



Paola Copertino

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