Bari: costringe la sua “fidanzata” a prostituirsi. Arrestate cinque persone

Quattro arresti in carcere ed uno ai domiciliari per una triste vicenda di droga e prostituzione. E’ il risultato di una operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di BARI, su ordine della magistratura al termine di indagini partite dalla denuncia presentata, a novembre 2020, dalla madre di una studentessa, poco più che ventenne che temeva che la figlia si prostituisse. La ragazza venne fermata poche settimane dopo a bordo di un’auto insieme ad un giovane il quale riferiva di averla incontrata dopo aver risposto ad un annuncio di incontri pubblicato su una piattaforma web e, per potersi appartare con lei per un’ora e mezza, di aver pagato la somma di 120 euro ad un uomo.

A questo punto sono partite le investigazioni mediante pedinamenti, attività tecniche e raccolta di dichiarazioni testimoniali che hanno portato a scoprire che V.M., 25 anni, approfittando dei sentimenti che la ragazza provava nei suoi confronti, l’avrebbe ridotta in uno stato di assoggettamento e, convivendo di fatto con la stessa, l’avrebbe indotta a prostituirsi in varie località delle province Bari, Bat e Brindisi.

In particolare, le indagini degli inquirenti hanno potuto documentare come lo stesso avesse pubblicato su una piattaforma web diversi annunci diretti a procacciare clienti alla propria “fidanzata”, con i quali prendeva accordi diretti sulle modalità di tempo, di luogo e per il prezzo della prestazione.

Il giovane gestiva personalmente i guadagni derivanti dall’attività di meretricio, che sperperava per le proprie esigenze di tossicodipendente, lasciando la ragazza, anch’ella con problemi di droga, priva di sostentamento alimentare, tanto da spingerla a effettuare ulteriori prestazioni per potersi garantire l’acquisto di cibo, inducendola a prostituirsi anche a notte fonda, percependo quale compenso, non solo denaro ma anche dosi sostanza stupefacente a lui necessarie. Tale stato di cose è continuato per mesi, anche quando si è scoperto che la giovane fosse in stato di gravidanza. Altro elemento desolante della vicenda è che a vivere dello sfruttamento della prostituzione della studentessa non era solo il suo “ragazzo”, ma altri due giovani C.E., 33enne e C.C.A. 22enne, anche loro finiti in carcere con la pesante accusa di sfruttamento della prostituzione.

Gli stessi, convivendo di fatto con la coppia nel periodo delle indagini, avrebbero partecipato a curare gli annunci on line e a rispondere alle chiamate dei clienti, gestendo in prima persona anche loro i guadagni dell’attività di meretricio, sperperati sempre per l’acquisto di sostanze stupefacenti. Agli arresti domiciliari, per favoreggiamento della prostituzione, è invece finto D.V., 61enne, gestore e proprietario di fatto di un B&B a BARI, il quale, come è emerso dagli accertamenti, avrebbe tollerato abitualmente, all’interno della sua struttura ricettiva, la presenza di persone che vi esercitavano la prostituzione, istituendo anche un tariffario ad hoc per l’utilizzo ad ore delle stanze disponibili. Al B&B, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ne ha disposto il sequestro, nella mattina di oggi, i militari dell’Arma hanno apposto i sigilli. La stessa misura cautelare è stata inoltre notificata in carcere a C.N., 39enne, gravato da numerosi precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti, il quale avrebbe ceduto a uno degli indagati un quantitativo imprecisato di droga per un corrispettivo di 150 euro. La sua figura emerge allorquando la coppia dovette allontanarsi dalla struttura ricettiva, perché V.M. aveva contratto con lo stesso un debito di droga di 150 euro.

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