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Reddito di Cittadinanza: A Bari beneficiari anche pregiudicati e loro familiari, denunciati in 130

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Una donna del quartiere di Enziteto a Bari nella dichiarazione necessaria a ottenere il reddito di cittadinanza, non aveva indicato i redditi del marito, affiliato al clan Strisciuglio e attualmente recluso che, qualora fossero stati comunicati, avrebbero determinato il rifiuto del beneficio per il superamento della soglia Isee massima consentita.

A Palese, invece, un noto pluripregiudicato (arrestato il mese scorso in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare, per furto) aveva richiesto e ottenuto il beneficio nonostante fosse colpito da un provvedimento di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza: non ha comunicato la misura di prevenzione a suo carico. Sono due tra i casi più clamorosi emersi dai controlli effettuati nel corso della prima campagna, iniziata a maggio scorso, dai carabinieri di BARI nei diversi comuni della Città Metropolitana, in materia di percezione indebita del reddito/pensione di cittadinanza.

Il monitoraggio, svolto dalle Compagnie competenti, con l’ausilio dei colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro e la collaborazione della Direzione Regionale Inps, ha riguardato i Municipi 1 e 5 di Bari e i comuni di Santeramo in Colle, Putignano, Modugno, Mola di Bari, Terlizzi, Triggiano e Noci, per complessivi 7.395 percettori, di 3.300 nuclei familiari.

I carabinieri, per ciascun percettore, hanno esaminato la sussistenza dei requisiti previsti dalla norma per usufruire del beneficio, mediante una analisi certosina, che ha riguardato, partendo dall’indicatore Isee, il patrimonio mobiliare (depositi, conto corrente, ecc.), auto/motoveicoli, il patrimonio immobiliare, il possesso della cittadinanza italiana, l’esatta composizione del nucleo familiare e la presenza di eventuali familiari detenuti, situazioni di reddito ‘zero’ e nuclei familiari con titolare italiano e familiari extracomunitari.

L’esame è stato condotto in aggiunta alla verifica circa la sussistenza di condanne iscritte a casellario giudiziale e di casi in cui fosse stata applicata al percettore una misura cautelare personale, anche a seguito di convalida di arresto o di fermo.  Sono state riscontrate 297 irregolarità e deferite 130 persone per percezione indebita del reddito di cittadinanza, per un importo complessivo di oltre 873mila euro.

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