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Juve Stabia-Bari 1-0, Mignani: «Non siamo stati squadra. Difficile spiegare questa sconfitta»

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Seconda sconfitta esterna consecutiva per il Bari di mister Michele Mignani, che cade 1-0 sul campo della Juve Stabia. «Difficile spiegare una prestazione del genere – commenta Mignani. Abbiamo fatto bene solo i primi 10’, poi ci siamo allungati e abbiamo concesso ripartenza e sviluppo. Nella ripresa abbiamo avuto ansia, abbiamo fatto confusione. Loro sono stati ordinati, da noi una prestazione brutta. Capiamo il perché, poi resettiamo e ripartiamo. Non abbiamo fatto nulla di quanto preparato. Può capitare di prendere un goal, ma non dobbiamo farci prendere dall’ansia. Oggi ognuno ha fatto le cose a modo suo, non ci siamo neanche avvicinati a riprendere la partita».

Il mister prosegue: «Il campionato non si vince oggi, né domenica prossima, ma per arrivare dove vogliamo bisogna dare continuità. Oggi abbiamo fatto poco di tutto. Nella ripresa era più facile pensare che la Juve Stabia raddoppiasse e non che il Bari pareggiasse. Oggi non si è fatto niente di buono. Salvo poco, mi fa incavolare il fatto che siamo stati poco squadra. Le partite si possono perdere, è giusto riconoscere i meriti all’avversario, ma c’è modo e modo di perdere. Come sempre, mi prendo le mie responsabilità: oggi ho visto più confusione che organizzazione». 

Raffaele Pucino, uno dei pochi biancorossi a salvarsi, commenta così: «Dobbiamo analizzare e capire cosa non è andato. È mancato il Bari che si diverte, abbiamo iniziato col braccino corto. Di fronte avevamo una squadra interamente sotto la linea della palla, e questo mette tutti in difficoltà. Dovevamo avere un po’ più di pazienza, abbiamo forzato e abbiamo perso dei palloni importanti». 

Per Pucino «Non è una questione di campo sintetico, abbiamo perso 1-0 senza aver subito chissà quanto. Le partite durano 95’ minuti, può capitare di andare sotto e devi avere la sfacciataggine di ribaltarla, come abbiamo fatto con la Turris. Loro erano compatti e chiusi, consentivano il palleggio da dietro. Hanno giocato sul nostro errore, per ripartire con gente di gamba che ci ha rincorsi fino all’ultimo minuto. Dobbiamo prendere esempio. Gli ultimi 10’ dimostrano che se mettiamo voglia e determinazione possiamo creare di più, anche perché in 10 non avevamo più niente da perdere. Dobbiamo farlo sempre, dall’inizio: ogni partita, vinta o persa, deve aiutare a migliorarci. Non dobbiamo giocare con le palle alte, bisogna fare le cose in base alle nostre qualità. Ai nostri attaccanti dobbiamo dare palle nei piedi, facilmente giocabili. Oggi è mancato anche questo». 

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