“Amata Siria” , il dramma dei siriani in un concerto a Molfetta

La Fondazione Musicale Valente ha promosso nella serata di sabato 6 novembre presso l’Anfiteatro Regina Pacis di Molfetta un evento di particolare significato artistico e umanitario dal titolo Amata Siria. Una performance musicale e non solo che con la musica, la danza, le immagini e la recitazione prova a raccontare il grande dramma della Siria e del suo popolo, attraverso le storie vere di chi ha vissuto la tragedia della guerra e continua a vivere in questo contesto di grande crisi umanitaria.
Il progetto gode della benedizione del Santo Padre, Papa Francesco e del patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).
Protagonista l’Orchestra ICO della Magna Grecia che ha eseguito delle musiche originali composte dal direttore d’Orchestra Nahel Al Halabi, siriano e promotore in prima persona del progetto “Amata Siria”, con la partecipazione dell’attrice Daniela delle Grottaglie e le coreografie di Flaminia Ciura.
Sul palco, introdotto da Annalisa Nanna, ha
parlato con toni toccanti il maestro Nahel Al Halabi (che ha diretto l’Orchestra della Magna Grecia con un programma di musiche da lui composte), che manca dalla Siria dal 2012, da quando cioè la guerra lo ha costretto a partire abbandonando prestigiosi incarichi, come quello di professore ordinario presso il Conservatorio Superiore di Musica di Damasco (Accademia Nazionale di Musica), la direzione dei Conservatori del Paese e la guida della sua creatura, l’Orchestra Filarmonica Siriana (Syrian Philarmonic Orchestra). E da allora il maestro Al Halabi gira per il mondo portando avanti questo progetto, presentato quindi anche a Molfetta. Lo spettacolo racconta in musica e in immagini il dolore di una terra piegata da una lunga guerra che sembra essere stata dimenticata.

Sin dalla sua comparsa sul palcoscenico del Regina Pacis, il direttore d’orchestra siriano, presentatosi con un tipico copricapo irlandese ha ricevuto tanti e calorosi applausi.

Di grande pathos il connubio fra danza, musica e recitazione.

«Muore solo chi viene dimenticato, nessuno è solo se la sua sofferenza viene condivisa», ha spiegato il direttore d’orchestra. E la drammaticità di queste parole sono state ribadite durante il concerto dalle declamazioni di Daniela Delle Grottaglie e dalle commoventi coreografie di Flaminia Ciura eseguite delle danzatrici del Cedem Centro danza di Talsano. Una citazione durante il concerto è venuto anche per il pugliese padre Tonio Dell’Olio sacerdote impegnato nella non violenza e nell’opera di riconciliazione fra i popoli, impersonato da una comparsa. Di grande impatto visivo ed emotivo la presenza dei bambini, che rappresentano il futuro e la speranza dell’ umanità. Ai lati del palcoscenico poi scorrevano alcune immagini che richiamavano le parole declamate e le musiche eseguite.
Un caloroso applauso dopo il bis ha sottolineato che si può raccontare la storia anche attraverso la musica, la danza e le immagini.
E ora ascoltiamo le parole del direttore che presenta il progetto e uno stralcio dello spettacolo.

Paola Copertino

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